La Grande Congiunzione: Saturno e Plutone nelle case, Chariklo e il nuovo femminile, di Roberta Turci

Ed eccoci al grande giorno. Alle 17:58, Saturno e Plutone sono esattamente congiunti a 22° 46′ 34” del segno del Capricorno.

Saturno, signore del Tempo, guardiano della soglia, è il limite, la struttura, lo scheletro.

Plutone, signore degli Inferi, è il potere personale, l’Anima, l’essenza di ciò che siamo, il nostro nucleo invulnerabile.

Insieme, dicono che il Tempo lentamente ha corroso lo scheletro, per mostrare l’Anima, che è Tempo di tornare a casa, all’essenziale. Ci siamo nascosti dietro forme e apparenze perché avevamo troppa paura di essere nudi, veri, vulnerabili.

Ma Saturno e Plutone non sono soli.  Guarda bene il tema di questa congiunzione. Sole e Mercurio sono lì a sostenere il processo, perché d’altronde una riforma interiore si affronta mettendo in discussione la propria identità (il Sole) e il proprio modo di pensare e comunicare (Mercurio).

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E non si può interpretare il ciclo Saturno-Plutone, senza tenere in considerazione un altro ciclo importante, quello di Giove (ne ho già diffusamente parlato qui, qui e qui). Giove è il potenziale, il visionario, il sistema di credenze e di ideologie.

Ma c’è di più. Nella carta che ho allegato, c’è una forza femminile come non l’abbiamo mai vista. In particolare, vorrei soffermarmi su:

  • Eris, a 23° dell’Ariete, in quadratura
  • Cerere, a 22° del Capricorno, in congiunzione
  • Chariklo, a 24° del Capricorno, in congiunzione

E voglio partire da lei, Chariklo, che recentemente sta facendo parlare di sé, e non è un caso. Quando un corpo celeste si rende visibile e richiama l’attenzione su di sé, significa che l’umanità è pronta a integrare l’archetipo che rappresenta. Chariklo è l’asteroide più grande della Cintura dei Centauri, e nel mito è la moglie di Chirone, il guaritore ferito.

Di Chirone ho scritto tanto (Chirone nei segni, nelle case – prima e seconda parte, il suo ciclo con i transiti, e gli aspetti), perché è un archetipo che sento molto, e guarda caso adesso si trova proprio sul mio Chirone natale: si sta infatti per concludere il mio personale ritorno di Chirone.

Chirone si trova in Ariete, il segno legato all’affermazione della propria identità. Il guaritore ferito rappresenta il processo di trasformazione delle ferite interiori, ci insegna che il dolore è un maestro, che non siamo mai vittime di ciò che ci accade se scegliamo di imparare la lezione. E che spesso, più è profonda la ferita, più alto è il potenziale di guarigione, propria e altrui. In particolare, chi ha Chirone retrogrado nel tema natale, ha il compito di mettere al servizio degli altri quello che ha imparato durante il proprio personale processo di guarigione.

Chariklo è sua moglie, il femminile che sostiene e si prende cura, una testimone silenziosa e non giudicante, fuori dai ruoli predefiniti, l’alambicco che custodisce la trasformazione, l’ostetrica che favorisce la nascita di una nuova identità, presente, discreta, devota, compassionevole. Crea uno spazio sacro, e ci aiuta a sostenere questo processo, inevitabile, potente, per molti doloroso o faticoso, ne mitiga l’intensità. Ci aiuta a vedere il diamante che possiamo diventare, mentre la struttura del carbone si riassesta e muta. Ridefinisce i confini, abbatte le barriere, placa i conflitti.

Non è Giunone, che tollera i tradimenti di Giove per non perdere il ruolo di regina dell’Olimpo, e scatena la sua ira contro le altre donne e i loro figli.

Non è nemmeno Demetra-Cerere, anche lei parte attiva nella congiunzione in Capricorno, che  ci racconta di una madre che mette la propria realizzazione di donna nelle mani della figlia, fino a che Ade-Plutone (l’Anima!) rapisce la ragazza, e la costringe a elaborare l’attaccamento fino ad abbracciare l’amore incondizionato. Ancora una volta ci viene ricordato che se vogliamo affermare la nostra identità, dobbiamo lasciare andare l’attaccamento nei confronti dell’archetipo materno.

Ma il femminile che accompagna questa Grande Congiunzione, caratterizzata da un’energia fortemente patriarcale, si esprime anche attraverso Eris, colei che lanciò il pomo della discordia sul tavolo del banchetto nuziale di Teti e Perseo, scatenando la guerra di Troia. Fu Paride a scegliere, e a consegnare la mela con scritto “alla più bella”, a Venere-Afrodite, aggiudicandosi l’amore di Elena. La scelta di Paride è la scelta che ognuno di noi deve fare: quale forza psichica attivo in me? quale desiderio mi chiama più forte? 

Eris è il corrispondente femminile di Urano, è la rottura degli schemi, il coraggio di andare verso ciò che è sconosciuto, l’attivazione dell’istinto a discapito del pragmatismo e dell’ambizione opportunista tipicamente saturnini.

E che dire della Luna? Sappiamo (vedi la Luce karmica della Luna, prima e seconda parte) che questo Luminare, archetipo femminile per eccellenza, può manifestarsi in due polarità, ombra o luce. Quando lo agiamo in modo inconsapevole, ci porta a rimettere in scena dinamiche antiche, a reagire in modo automatico, condizionati dalla paure inconsce. La Luna in Leone, in quinconce (aspetto karmico che rappresenta un passaggio necessario) con Nettuno in Pesci, ci dice che dobbiamo scegliere tra l’orgoglio, l’Ego, il bisogno di affermazione e di riconoscimento da parte del sistema, e l’amore incondizionato, l’incontro con l’Anima, e il servizio.

E infine, Venere. Si trova in Aquario, il segno governato da Urano, con cui sta già formando un aspetto di sestile, anche se “fuori segno”. Il messaggio è chiaro: il femminile deve affrancarsi dai soliti schemi, dai ruoli socialmente riconosciuti, dal bisogno di dipendere dal maschile. Deve essere autonoma, e trovare un equilibrio tra intimità e libertà. Deve sapersi prendere cura, con dolcezza e fermezza, senza ricorrere a giochi di manipolazione, né rinunciare alla propria affermazione personale. 

Nel tema della grande congiunzione, l’asse IC-MC, che rappresenta il viaggio terreno, dall’origine (FondoCielo, o Imum Coeli) alla destinazione (MedioCielo), parte dalla Bilancia e arriva all’Ariete. E guarda caso, Giunone è congiunta all’IC: un modello da lasciare nel passato. Il nuovo femminile non vuole appartenere al maschile, con la certificazione di legami basati su giochi di potere più o meno inconsci, né schierarsi contro “le altre”. La donna della nuova Era sa prendersi cura del maschile, e condividere il percorso di crescita con il proprio compagno così come con le altre donne. Non fa scelte per essere accettata e ammirata dagli altri (IC in Bilancia), ma per affermare ciò che è (MC in Ariete).

So che adesso vorresti sapere cosa significa per te questa configurazione! 

In generale, come accennavo nell’articolo relativo all’Eclissi del 10 gennaio, sono particolarmente interessati da questi passaggi i nativi della terza decade di Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno, e tutti coloro che hanno pianeti e/o angoli del cielo approssimativamente tra i 18° e i 26° di tutti i segni.

Inoltre, sono coinvolti in modo speciale coloro che hanno la congiunzione Saturno-Plutone agli ultimi gradi della Bilancia o ai primi dello Scorpione, nati tra il 1981 e il 1984.

Più che fare riferimento al tuo Sole di nascita, il segno zodiacale, è utile e significativo guardare la casa in cui cade la Grande Congiunzione. Con l’aiuto di questo tutorial, individua quindi dove cadono i 22° del Capricorno nel tuo tema: quello è il settore in cui sei chiamato a vivere la tua personale riforma interiore. E ricorda che un transito di Saturno e Plutone porta cambiamenti duraturi e radicali: niente è superficiale ed effimero quando sono coinvolti questi due grandi maestri!

Se cade nella I casa, è il momento di analizzarti, di chiederti veramente chi sei, liberandoti del bisogno di compiacere gli altri o rispondere alle loro aspettative presunte o dichiarate. Se ti opponi a questo cambiamento, l’onda anomala ti travolgerà, e vivrai con ansia e angoscia un momento che per te potrebbe davvero essere epocale. Non è più possibile rimandare questa ristrutturazione della tua identità!

Se cade nella II casa, rivedi il tuo rapporto con il denaro, che verosimilmente affonda le sue radici nel rapporto che hai avuto con l’archetipo paterno. Liberati di tutto quello che non è necessario per la tua sopravvivenza! Ricorda che il denaro è la proiezione  sul piano materiale del valore che dai a te stesso. Forse ti accorgerai di avere avuto finora un sistema di valori effimeri, inconsistenti: è il momento di cambiare valori di riferimento, investire nei tuoi talenti e ricostruire l’immagine che hai di te e della vita.

Se cade nella III casa, imparerai a usare meglio le parole e a comunicare in modo più profondo, efficace e diretto. La comunicazione è fondamentale, e dovrai usarla per andare in fondo alle cose, per dire veramente chi sei. Seleziona le persone con cui parli e ti confidi. Potrai anche tagliare alcuni rapporti con parenti e vicini di casa: lascerai andare le relazioni che non ti consentono di esprimerti per quello che sei.

Se cade nella IV casa, ricercherai le tue radici, andrai a guardare in faccia i fantasmi che popolano la tua storia famigliare, e che costituiscono la tua psiche profonda, dal momento che i tuoi avi sono dentro di te! Hai l’opportunità di ricostruire le tue fondamenta, sviluppando un vero e profondo senso di appartenenza alla famiglia, comunque tu voglia intenderla.

Se cade nella V casa, dovrai incontrare il tuo bambino interiore, riconoscere dove e come non si è autorizzato a crescere, a sviluppare la sua creatività. Dovrai lasciare morire parti di te alimentate per paura di perdere protezione e sostegno da parte degli altri, per rinascere più forte e consapevole dei tuoi talenti. Potrà cambiare il rapporto con i tuoi figli, o dovrai rivedere il modo in cui ti lasci andare al richiamo dell’amore. 

Se cade nella VI casa, potrai chiudere definitivamente un percorso professionale, un modo di intendere il lavoro. Per qualcuno si tratterà di un pensionamento, per i più giovani di investire in una professione che corrisponde maggiormente alla propria indole. Cambierà il modo di vivere nel quotidiano, sarà data maggiore attenzione al corpo, con la dieta e l’esercizio fisico, più ore di riposo e maggior contatto con la natura.

Se cade nella VII casa, una relazione, di coppia o un collaborazione lavorativa, verrà avvertita come limitante. Sarà difficile non chiudere un rapporto, perché sarà avvertita nel profondo l’esigenza di avere spazio per sé e di trovare la propria personale direzione, sia dal punto di vista personale sia professionale.

Se cade nella VIII casa, la trasformazione sarà profonda: diventerai più consapevole di cosa non ha funzionato finora nella tua vita. Scenderai nel tuo inferno personale, guarderai in faccia i tuoi demoni, che hanno a che fare con i modelli ereditati dai tuoi antenati, soprattutto dai genitori, e sarà coinvolta la tua interiorità. Usa la sofferenza come carburante per risorgere. 

Se cade nella IX casa, si trasforma la tua visione del mondo, il tuo sistema di credenze. Potresti cambiare nazionalità, trasferirti all’estero, avvicinarti a quello che è “straniero”, diverso, lontano. Si allarga il tuo orizzonte, e sarai aperto a nuovi modi di intendere la vita, che agevoleranno una profonda trasformazione

Se cade nella X casa, potrai raccogliere grandi soddisfazioni sia personali sia professionali, raggiungendo obiettivi per te importanti, ma a condizione che il tuo comportamento sia sempre stato trasparente e onesto. Rivedrai il significato dei ruoli sociali, ridefinendo il concetto di sacrificio.

Se cade nella XI casa, incontrerai persone davvero simili a te, la tua vera famiglia d’anime. Imparerai a stringere rapporti veri e profondi con un collettivo con cui ti identifichi nel profondo, e a darti a questo gruppo al quale sentirai di appartenere per comunione di intenti e di vedute.

Se cade nella XII casa, ci sarà un contatto estremamente forte con il tuo inconscio, che è connesso con l’inconscio collettivo e familiare. Il viaggio dell’anima ti porterà a vedere i limiti del clan a cui appartieni, che ha pesantemente influenzato la tua vita. Sentirai l’esigenza di contattare la voce della tua anima, scoprire qual è il mito che stai mettendo in scena vivendo, e pacificare le immagini conservate finora nella tua psiche profonda.

Naturalmente, non si può fare una valutazione esaustiva senza guardare tutto il tema natale nel suo insieme. Se ti interessa una consulenza personalizzata, scrivimi: roberta.turci@gmail.com.

La giostra si è fermata, è ora di scendere. Si torna a casa.

Un immenso abbraccio di Luce a tutti!

Roberta Turci

 

 

IL CICLO DI CHIRONE E I SUOI TRANSITI

starof bethelehemCome promesso, affrontiamo finalmente il ruolo dei transiti di Chirone, e dei vari aspetti che fa con se stesso (la posizione cioè che aveva nel tema natale) nel corso degli anni.

Nel primo post dedicato (vedi qui) a questo centauro abbiamo conosciuto il Mito che lo riguarda e abbiamo compreso che esattamente dove si trova Chirone nella carta natale, lì risiede la nostra ferita, e anche la cura. E abbiamo anche visto che guarire quella ferita significa diventare capaci di curare le ferite altrui. Ma è proprio il processo di guarigione di noi stessi che ci fornisce gli strumenti per aiutare gli altri. Nel mito, l’immortale Chirone cerca una cura per la sua condizione cronica (ovvero, Chironica!) e alla fine supplica Zeus di diventare mortale pur di liberarsi della sua sofferenza. Allo stesso modo, ciascuno di noi porta dentro di sé una ferita Chironica che genera una sofferenza, che potremmo definire esistenziale, che non ci abbandona mai. Non è difficile identificare quella ferita. Astrologicamente, la casa, il segno e gli aspetti che Chirone fa con altri pianeti, ci danno indicazioni precise per aiutarci in questo senso. Il problema pratico con Chirone è come gestire e come curare quella ferita! Dobbiamo pensare di andare in analisi per tutta la vita? O di trovare uno sciamano che ci liberi definitivamente da quel peso? Funzionerebbe davvero una qualunque azione del genere? O forse il potere di guarire quella ferita è già dentro di noi e non ce ne rendiamo nemmeno conto?

La ferita chironiana può essere curata solo con la sua stessa causa! C’è una sorta di principio omeopatico nel modo di lavorare di Chirone. Il ciclo ripetitivo della sofferenza, il riaprirsi della ferita in momenti diversi della vita (che corrispondono a transiti particolari di Chirone!), ha lo scopo di spingerci ogni volta un po’ più in là, per effettuare il cambiamento necessario per la nostra evoluzione e comprendere sempre più qual è la nostra strada. Chirone si è liberato della sofferenza solo nel momento in cui ha deciso di perdere la sua immortalità: paradossalmente, nel momento in cui accettiamo le nostre ferite, e i nostri limiti, e smettiamo di combatterli, qualcosa in noi muta nel profondo, e facciamo un salto in avanti, verso il nostro vero Sé.

Quando Chirone forma un aspetto di transito con un pianeta o un punto sensibile della carta natale, la ferita chironiana in qualche modo viene toccata. Può trattarsi di un graffio, di una lieve escoriazione, o di una ferita ancora profonda che fa fatica a rimarginarsi: questo dipende dai pianeti coinvolti, dal tipo di aspetto, dalla casa in cui si trova Chirone e da eventuali altri transiti significativi concomitanti, oltre che, naturalmente, dal livello evolutivo del soggetto. In tutti i casi, si avrà comunque un evento esterno o una risposta interiore a un evento esterno, in grado di modificare il nostro comportamento. E sono proprio gli aspetti più critici (quadratura, opposizione e a volte congiunzione) che creano una tensione evolutiva tale da modificare il nostro modo di agire in modo da curare davvero la ferita profonda in noi.

Ai transiti di Chirone possiamo rispondere sostanzialmente in due modi: o diventando più vulnerabili a ogni riapertura della ferita, o costruendo una nuova struttura per lasciarsi alle spalle le vecchie ferite e mettere in atto un vero e proprio cambiamento.

Con Chirone non è semplice. Ma abbiamo sempre la facoltà di scegliere: o continuare a piangere e lamentarci della ferita, o fare il salto.

Vediamo i concetti-chiave espressi dal contatto tra Chirone e i vari pianeti:

Chirone – Sole: si viene sollecitati dagli eventi a lasciare andare l’Ego. Il successo e la fiducia in sé possono arrivare solo mettendo da parte il proprio egocentrismo. Si scoprono le proprie fragilità, le paure, si lavora su quelli che sono stati percepiti come fallimenti, sulla propria creatività, sull’espressione di sé, e sulla propria indipendenza. Chirone induce a sviluppare il coraggio di essere se stessi e a scendere a patti con l’orgoglio ferito.

Chirone – Luna: si ripetono dinamiche disfunzionali che attribuiscono agli altri un ruolo troppo sbilanciato rispetto alla percezione di se stessi. Gli eventi inducono a lavorare sull’amore di sé e a comprendere l’importanza di darsi nutrimento affettivo senza aspettarsi conferme dall’esterno.

Chirone – Mercurio: gli eventi portano a modificare i pensieri e gli atteggiamenti, e ad affidarsi a percezioni più profonde, a una conoscenza più “interiore” che mentale.

Chirone – Venere: si viene sollecitati a percepire il proprio valore senza dipendere dall’approvazione altrui, in particolare del partner. Spesso, con un transito simile, nel tentativo di dimostrare a se stessi che si è degni di amore, si instaurano dinamiche di coppia “malate”, in cui si annulla la propria personalità per compiacere l’altro e avere in cambio il suo amore, ottenendo l’effetto opposto. La sofferenza che ne deriva è lo strumento per comprendere l’errore di fondo e lavorare sul rispetto di sé.

Chirone – Marte: si ha l’opportunità di diventare più forti, sviluppare più fiducia anche sul fronte sessuale, essere più aggressivi, più determinati, o più spietati. La sfumatura della forza acquisita o espressa dipende dal tipo di aspetto e dai segni e dalle case coinvolte.

Chirone – Giove: c’è la possibilità di mettere in atto dei veri e propri cambiamenti di comportamento, comprendere meglio cosa significa “benessere”, ci si può avvicinare alla spiritualità, si può raggiungere il successo, inteso come autorealizzazione.

Chirone – Saturno: sollecitati da eventi esterni, si impara l’autocontrollo e si acquisisce il senso della responsabilità, si possono lasciare andare ambizioni compulsive e paure, si riesce a perdonare se stessi.

Chirone – Urano: è una grande occasione per affermare se stessi. Le proprie caratteristiche uniche vengono mostrate al mondo, con autenticità e in difesa della verità, in un vero e proprio percorso di guarigione.

Chirone – Nettuno: si sviluppa l’empatia e l’accettazione degli altri, aumenta la spiritualità.

Chirone – Plutone: si ha l’occasione di imparare ad accettare che la perdita è parte della vita, si affrontano le conseguenze delle varie forme di potere, si elaborano e si superano attaccamenti compulsivi.

Chirone – Nodo Nord: la sofferenza legata alla ferita primaria viene risvegliata in modo potente da un evento esterno o da una situazione che costringe ad avvicinarsi sempre più alla Direzione dell’Anima (il Nodo Nord). Il dolore provocato dal passaggio di Chirone sul Nodo spinge fuori dalla zona di comfort e atterrisce. Fa sentire incapaci di elaborarlo, fa venire voglia di arrendersi. L’unico modo per superarlo è agire in conformità con il proprio Nodo Nord.

Con i transiti di Chirone riemergono quindi le vecchie ferite. E questo può accadere a causa di un evento esterno (livello fisico) o può coincidere con l’elaborazione di un conflitto interiore (livello emozionale). I transiti di Chirone rappresentano un’opportunità per accedere alle parti più profonde di noi stessi: rivivendo il dolore associato alla “ferita primaria”, si è costretti in qualche modo a portare l’attenzione su di essa e a mettere in campo tutte le risorse e gli strumenti per curarla.

Ancora più significativi dei transiti, sono gli aspetti che Chirone fa a se stesso, ovvero il ciclo evolutivo scandito da Chirone.

Il ciclo di Chirone è uno dei tre principali cicli astrologici. I momenti più critici della vita corrispondono al ritorno di Saturno, che si verifica intorno ai 30 anni, rappresentato da una crisi sul piano fisico/materiale, all’opposizione di Urano a se stesso, intorno ai 42 anni, collegato a una crisi emozionale, e al ritorno di Chirone, che si verifica a circa 50 anni ed è vissuto come una crisi di coscienza.

Quando si verifica il ritorno di Saturno, cerchiamo di dare forma e fondamenta alla nostra vita: scelte cruciali di questo momento sono per esempio con chi vivere e dove. Quando Urano si oppone a se stesso, spesso sentiamo queste forme troppo costrittive, e cerchiamo di liberarcene, o di cambiarle in qualche modo. Sono i classici passaggi della crisi di mezza età.

Il ritorno di Chirone ha più a che fare con il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, incluso il Divino.

Chirone impiega 50,7 anni per compiere un giro completo attraverso tutti i segni dello Zodiaco. Pertanto, intorno ai 50 anni, tutti sperimentano il ritorno di Chirone. Questo significa che Chirone ritorna esattamente allo stesso grado e nello stesso segno in cui si trovava nel momento della nascita.

Spesso accade che il ritorno di Chirone sia una fase di valutazione, ri-orientamento e di integrazione di alcune lezioni a cui l’anima era destinata. Si pone anche maggior enfasi sul “qui e ora” e si impara a vivere il proprio tempo e la propria età con meno ansie e meno obblighi autoimposti.

Il ritorno di Chirone dovrebbe essere un momento positivo di scoperta di sé e di capitalizzazione di questa scoperta: è tempo di guardare alle conquiste e ai traguardi raggiunti e di valutare la propria vita in base a questi.

Se la lezione di Chirone non è stata integrata, la vita in qualche modo metterà l’individuo in condizioni di venire a patti con le ferite chironiane: può essere l’occasione di osservare da una nuova prospettiva e di comprendere i problemi incontrati precedentemente.

Analizzare il proprio passato porta all’assimilazione di alcuni principi e a un’accettazione che è liberatoria perché così si inizia a comprendere e ad accettare se stessi.

Se si è più a proprio agio con se stessi, ci si rende anche conto che si può offrire molto agli altri proprio grazie alle esperienze fatte e alle sfide affrontate.

In questo momento, si può decidere ad esempio di tornare a scuola, di fare un viaggio, o di lavorare per qualche organizzazione umanitaria. Si ha voglia di restituire all’Universo quello che si è ricevuto, così si cerca un modo per essere di aiuto agli altri, alzando il livello evolutivo dell’umanità in generale.

Esaminando attentamente la posizione di Chirone nel tema natale (vedi qui, qui e qui), si avrà un’idea più precisa di come sarà il ritorno di Chirone, e si comprenderà come si potrà beneficiare di questo passaggio, rendendolo il più positivo possibile.

Un’ultima cosa: forse vi siete chiesti che cosa centrino i fiori nell’immagine con Chirone. Si tratta della Stella di Betlemme, ovvero il fiore di Bach Star of Bethlehem, il consolatore dell’anima, la stella bianca che rinfranca da ogni buio, indispensabile quando i messaggi del Sé superiore non riescono a giungere alla personalità a causa della disconnessione energetica generata da un trauma, ovvero dalla ferita primaria. Il rimedio apporta la capacità di integrare il dolore, chiudere la ferita, sbloccare l’energia congestionata, portando accettazione e libero fluire delle emozioni. Star of Bethlehem lavora sulla ferita chironiana, e non a caso l’ho incontrato spesso nelle scorse settimane durante le mie camminate, proprio mentre Chirone transitava sul mio Nodo Nord…

Per approfondire, vi consiglio il libro del mio maestro, Paolo Crimaldi, Chirone: un viaggio dal passato al futuro – Ed. C. Capone.

Un altro riferimento utile, disponibile però solo in lingua inglese, è il libro di Melanie Reinhart: Chiron and the Healing Journey, Ed. Arkana.

Buon viaggio dentro voi stessi…

Roberta Turci