Dal Novilunio in Vergine in poi…metti in dubbio le tue certezze, di Roberta Turci

Questa energia mi travolge. A tratti mi blocca.

Questa energia mi sostiene, perché devo andare oltre.

Oltre quello che ho imparato, quello che mi hanno raccontato, quello che mi raccontano ogni giorno, come se io non fossi io.

Volevo scrivere della Luna Nuova in Vergine del 17 settembre, fare il solito dettagliato resoconto di transiti e aspetti, e l’analisi dei gradi (25°). Chiederti di cercarli con l’aiuto del tutorial.

Ma non scorrevano le parole, non arrivava niente. Mi suonava tutto come inutile, arido, già detto.


Dovevo buttare via tutto, cancellare i dettagli, sganciarmi dal Mercurio analitico che governa il mio Nodo Sud, e lasciare parlare Nettuno, governatore del mio Nodo Nord, che insiste da un po’ sul Nodo che regge.

 

 

E poi mi sono accorta che il Novilunio in Vergine è proprio l’inizio di una nuova fase, che è nuova nei gesti, nelle scelte, nelle azioni. Quanto abbiamo parlato? Quanto abbiamo scritto? Quanto stiamo ripetendo in tanti che il vecchio mondo non può esistere più? (Leggi o rileggi questo articolo, per esempio: Eclissi Lunare in Capricorno: il bambino interiore si sveglia (ed è arrabbiato), di Roberta Turci o questo: Solstizio d’Estate ed Eclissi Solare – 2020: il secondo tempo sta per cominciare, di Roberta Turci) E allora, prepariamoci a partire per il nuovo. Con i piedi, con le gambe, con il movimento.

Basta stare fermi a guardare, a parlarne, ad analizzare.

Basta stare fermi a sperare, ad aspettare.

Non è la Luna Nuova, non è il quinconce con Marte, non è il trigono con il trio dal Capricorno.

Tutto è ciclico, e l’astrologia ce lo insegna. Dopo una Lunazione, ne arriva un’altra, e poi Giove andrà nell’Aquario, e Saturno lo seguirà, in attesa che arrivi anche Plutone. Come in una staffetta, i simboli ci indicano la strada. Ma se camminiamo, come camminiamo, quanto ci impieghiamo, dipende solo da noi.

Non ti parlerò dei pianeti, ma ti parlerò di me, di quello che vedo attorno a me, dell’intolleranza che sento, della rabbia che emerge, della paura.

Chi voglio essere?

Dove voglio essere?

Con chi voglio essere?

Solo questo, devi chiederti. Non serve sapere dove cade la lunazione, dove transita il tuo Marte. Certo, se lo sai, ti aiuta, ma non basta leggere un articolo. L’astrologia ti offre una chiave di interpretazione per la mappa della tua vita, ma poi tu devi trovare il modo di agire quei simboli, altrimenti non serve a niente.

La consapevolezza è il primo passo, poi ci vuole la volontà di cambiare le cose. La determinazione a rimanere in quello stato di coscienza. Ci vuole il coraggio di portare i principi a cui inneggi, nel tuo vivere quotidiano, in ogni scelta che fai, in ogni azione che compi.

Non ti fidare mai di chi ti dice che può fare qualcosa per te, per cambiarti le convinzioni, per sciogliere i tuoi nodi. Sei tu, con le tue azioni, con i gesti, con l’impegno e la determinazione, che puoi cambiare la tua energia, e quindi il mondo intorno a te. Non è magia, è fisica, è scienza. Già. Con buona pace di chi crede ancora che la scienza e la magia siano due cose diverse. Diciamo che la differenza la fa l’intento con cui le usi.

Chi voglio essere?

Dove voglio essere?

Con chi voglio essere?

Chieditelo, e datti il permesso di scoprire la risposta senza paura. Esci dal paradigma della causa—effetto. Esci dai modelli che ti hanno inculcato, dal recinto in cui ti hanno rinchiuso (a dir la verità, ti ci sei rinchiusa da sola!).

Ti hanno raccontato che bisogna fare i bravi, scrivere dentro le righe, dipingere dentro la cornice, studiare, prendere un pezzo di carta, finire in tempo, cercare un lavoro, fare carriera, guadagnare bene, fidanzarsi, sposarsi, fare dei figli. E possibilmente avere una casa di proprietà, possibilmente grande, col giardino. Avere una bella macchina. Meglio due, magari una moto, e un motoscafo. E fare le vacanze. E avere dei figli bravi che hanno successo come e più di te. E devi amare i tuoi genitori, perché “non si può non volere bene ai propri genitori”. E se ti sposi, devi difendere il matrimonio e la tua famiglia, almeno nell’apparenza, perché le brave persone festeggiano gli anniversari di anno in anno, e si prendono sulle spalle la responsabilità della felicità degli altri.

Non vorrai far soffrire tuo marito, o tua moglie, che sono così brave persone? E se poi fossero felici da un’altra parte, come faresti senza sentirti più necessario/a? E se poi scoprissi che si può fare a meno di te?

Non vorrai far soffrire i tuoi figli? E se poi, la sofferenza li facesse crescere, e questo li allontanasse da te, come faresti a recitare ancora la parte del bravo genitore? Come faresti, senza il ruolo che ti sei disegnato addosso?

Come faresti, se scoprissi che sei venuto al mondo per compiere un percorso evolutivo che riguarda la tua Anima? Che non puoi usare gli altri come una scusa per ignorarla? Lo sai, che sei l’unico responsabile della tua felicità?

Quanto sei TU, dentro quel recinto?

Oh, certo, sei al sicuro, lì. Col posto fisso, l’immagine sociale, la bella famiglia da ostentare e da cui farti proteggere, l’approvazione dei tuoi genitori.

Con la reputazione salva agli occhi di altri immaturi, ciechi e spaventati esseri umani che non si fanno domande.

Vivendo di grigliate, shopping, calcio e viaggi da raccontare.

Vittima del sistema.

Sempre colpa “loro”. Ma loro chi?

Sai prenderti cura di te?

Di quanti Noviluni ti ho parlato? Di quante Eclissi, di quante quadrature? E dentro di te, cos’è successo?

Guardati indietro. Sei la stessa persona?

Sei ancora attaccata/o alle tue certezze di sempre?

Cos’hai messo in discussione? Su cosa hai cambiato idea?

Credi ancora a quello che ti hanno insegnato i tuoi genitori? Ragioni ancora come loro ti hanno portato a ragionare? Quanto hai cambiato prospettiva? Quanto sei andato dentro di te, a vedere cosa c’è?

Abbi l’umiltà di mettere in discussione tutto quello in cui hai creduto fino ad oggi!

Ti sei affidato/a a un sistema di valori che non è tuo! E lo hai fatto, perché hai sempre avuto paura di non essere amato dai tuoi genitori!

Ma i genitori sono solo la proiezione sul piano fisico dei due archetipi di maschile e femminile già presenti dentro di te. Raggiungili, e benedici quelle immagini. Diventa genitore di te stesso, e prenditi cura del tuo bambino interiore. Così non avrai più bisogno dell’approvazione di nessuno, e potrai finalmente essere ciò che sei!

Lo sai, che è l’inconscio che ti pilota?

Lo sai, che devi FARE qualcosa di diverso, che devi cambiare itinerario, se vuoi arrivare dove non sei mai arrivato?

Puoi continuare a ripeterti tutte le storielle che vuoi, a narrarti il mito dell’eroe incompreso, della vittima designata, del martire. Davvero. Se vuoi, puoi continuare. E non cambierà mai niente.

Sarai infelice, insoddisfatto, arrabbiato. E ti sentirai vittima di un destino ingiusto.

Non credere: anch’io sono arrabbiata, in questi giorni.

Per una telefonata a cui non ho risposto dieci anni fa.

Per una scelta che ancora non ho avuto il coraggio di fare.

Per i limiti che non ho ancora superato.

Sono arrabbiata con chi fa rumore e mi distrae, con chi non mi ha mai portato al mare, con chi mi sommerge di parole inutili.

Con i medici che curano solo con la chimica, e che non sanno ascoltare.

Con chi cerca di spaventarmi.

Ma lo so, si tratta sempre di me.

Marte retrogrado ci sta guidando al cospetto del nostro fuoco interiore. Ci sentiremo in colpa, impotenti, incapaci. Può accadere. Ma deve essere solo una spinta verso il vero obiettivo della nostra anima.

Non c’è nessun colpevole, là fuori. Si tratta sempre di te. E non sei colpevole nemmeno tu. Hai fatto quello che hai potuto, con gli strumenti che ti hanno dato e che hai saputo usare finora. Adesso, però, alzati, e inizia a vivere la tua vita! Sceglila tu, la direzione!

Possiamo scegliere. Sempre!

Ecco, adesso per esempio, ho scelto di lasciare andare le dita sulla tastiera, con una musica sacra che mi avvolge. Ho scelto di non dare spiegazioni tecniche, di non parlare di segni zodiacali, di non darti l’impressione che tutto dipenda da come si muovono i pianeti.

Dipende da te, da me.

Fuori, tutto sta cambiando. Ci sarà chi scenderà in piazza, e chi farà la rivoluzione a casa propria, chi in silenzio, chi gridando. Ognuno ha il proprio modo, e il proprio tempo.

Non è ancora il momento dei gesti eclatanti, delle rotture insanabili, dei viaggi senza ritorno. Sono le piccole cose, che cambiano. Piccole abitudini. Possono sembrare irrilevanti, ma non lo sono affatto. Ti cambiano l’energia. Ti cambiano la vibrazione.

Comincia col cambiare le parole che usi, il percorso per andare al lavoro, i colori che indossi e con cui vesti la tua casa, il bar dove vai a fare colazione. Impara a fare una colazione più sana, a concederti mezz’ora in più la mattina per celebrare l’inizio della giornata. Impara a respirare profondamente, ascolta una musica nuova, vai in un luogo che non conosci. Cambia il colore dei capelli, il posto dove parcheggi l’auto la mattina, l’orario della pausa caffè. Scegli bene le persone con cui passi il tuo tempo, allontanati da chi ha una voce che stride, da chi sbaglia tono, da chi usa troppe parole inutili, da chi non sa chi sei.

Stai in mezzo alla natura, cambia profumo, ascolta il tuo corpo, fidati dei suoi messaggi. Non affrettarti a spegnere i sintomi con la chimica. Cerca una strada nuova.

Io ci provo, ogni giorno. A volte ci riesco, a volte no. Almeno, cerco di non raccontarmela.

C’è un nuovo paradigma da costruire. Lo facciamo insieme?

Il Novilunio è sempre un inizio. Oggi, siamo tutti bambini davanti all’alba di un nuovo mondo. E con gli occhi curiosi dei bambini, con tutti i sogni ancora intatti, con tutta la forza di chi crede che niente sia impossibile, lasciamoci sorprendere.  Anche da noi stessi, da quello di cui siamo capaci.

Inizia il tuo viaggio, l’unico veramente indispensabile, quello che ti conduce da te.

Con amore,

Roberta

P.S. Se vuoi comprendere il cammino che la tua anima ha scelto, se ti serve una guida per scendere nel regno di Ade, la tua psiche profonda, e desideri conoscere gli strumenti del Counseling e del Coaching immaginale che utilizzo per fare anima (astrologia evolutiva, psicogenealogia e costellazioni familiari, regressioni e progressioni evocative, carte dei Nat), scrivimi: roberta.turci@gmail.com 

 

Saturno in Aquario e Novilunio in Ariete: trovare la via dell’Anima, di Roberta Turci

Scrivo questo articolo, che dovrebbe essere dedicato al Novilunio in Ariete, con grande difficoltà. In questo momento, l’unica cosa che avrebbe senso fare, è stare in silenzio, alla ricerca della propria anima, perché è lì, e soltanto lì, che ciascuno può trovare risposte e risorse.

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In tanti mi scrivono chiedendomi quando tutto questo finirà, confidando in una risposta scritta nelle stelle, e allora colgo l’occasione per ricordare, ancora una volta, che l’astrologia è un dono che l’universo ci ha fatto per aiutarci a comprendere il senso e il significato di quello cha accade. I pianeti non sono la causa di ciò che viviamo sulla Terra. Non c’è una relazione di causa-effetto tra corpi celesti ed eventi materiali, bensì di sincronicità. “Come in alto, così in basso”, diceva Ermete Trismegisto.

In questi tempi nuovi e straordinari, anche l’astrologia deve cambiare, se vuole mettersi davvero al servizio dell’uomo. L’ho scritto, e ripetuto molte volte, e oggi più che mai è necessario ricordarlo. Non dobbiamo usare l’astrologia per sapere quando incontreremo l’amore, o quando troveremo il lavoro, o guadagneremo più soldi, o quando tutto questo finirà. Gli astri hanno cose molto più importanti da dirci, e l’unica cosa che conta è porsi questa domanda, sempre: “Cosa posso imparare io da questa situazione?”, e non sottrarsi al viaggio interiore che conduce alla risposta.

Per una curiosa sincronicità, nei giorni in cui è scoppiata l’emergenza coronavirus, stavo traducendo una parte del libro “Astrologia Medica” di Jeffrey Green, fondatore dell’Astrologia Evolutiva, in cui si parla della relazione che esiste – da un punto di vista strettamente scientifico – tra paura e abbassamento delle difese immunitarie.

Secondo l’Astrologia Evolutiva, il virus è Plutone, l’invisibile, il sovrano del regno delle ombre.

Nel mito, Plutone non risaliva quasi mai dall’Ade, e quando lo faceva, indossava il casco dell’invisibilità. Abbiamo creato e nutrito una società basata sull’apparenza, sull’accumulo, sul possesso, in cui la materia trionfa sullo Spirito, esiliandolo, travisandolo o deridendolo, dove la medicina troppo spesso è arrogante e presuntuosa, e si vanta di allungare la vita delle persone, considerate casi clinici e trattate come protocolli, per avere onori e privilegi, e non per vero spirito di servizio. Abbiamo dimenticato il rispetto delle Leggi della Natura. E adesso, l’invisibile ci chiama.

Plutone è anche l’anima, la coscienza individuale, il ponte tra la materia e lo spirito, è il luogo nel quale si scende o per scelta o perché forzati da eventi fortemente dolorosi, come la morte di qualcuno che amiamo, o la perdita di qualcosa o qualcuno che abbiamo considerato fondamentale per dare un senso alla vita.

Plutone è morte e rinascita, è trasformazione. Il virus è lo strumento che la materia sta usando per costringerci a una trasformazione individuale e collettiva.

Tutti noi, studiosi di astrologia, avevamo previsto che il 2020 sarebbe stato un anno di grandi cambiamenti, e soprattutto che ci sarebbe stata un’esasperazione del controllo e del potere da parte delle istituzioni (lo stellium in Capricorno, e soprattutto la congiunzione di Saturno con il Nodo Sud). Nessuno di noi aveva previsto cosa avrebbe determinato, sul piano materiale, questa forte affermazione dei poteri istituzionali, ma sapevamo che l’obiettivo finale, a livello evolutivo, era, ed è, la ribellione (Urano in Toro) a un sistema che ormai non poteva più reggere.

Il controllo e il potere sono rappresentati dall’archetipo Saturno/Capricorno/X casa. E non li ritroviamo solo a livello sociale, politico o economico. Non è forse un bisogno di controllare la nostra vita che ci fa chiedere all’astrologo: “quando arriverà l’amore?”, o “quando finirà tutto questo?”.

Poiché viviamo in una realtà duale, polarizzata, ogni pianeta, segno o casa astrologica è associato a un archetipo che può esprimersi a livello della personalità o a livello dell’anima, a seconda dell’evoluzione del singolo individuo. L’anima, come sappiamo, si incarna per compiere un percorso di crescita, e ogni vita è come un anno scolastico. A seconda della classe che frequentiamo, affrontiamo prove di diversa difficoltà, e approfondiamo le tematiche in modo più o meno intenso.

L’archetipo Saturno/Capricorno, a livello della personalità è ambizioso, controllante, prigioniero della forma e della struttura, e abusa delle risorse, anche quelle delle terra. A livello dell’anima, percepisce l’energia all’interno della forma, è creatore delle strutture, servitore della terra, libero di trasformare.

Come anticipato sul blog da questo articolo di Ilaria Castelli, oggi, 22 marzo, Saturno è entrato (temporaneamente) in Aquario, e sono in tanti a sperare che questo passaggio ci libererà dall’austerità delle ultime settimane, ma purtroppo, personalmente non ne sono così sicura. Per lo meno, credo che la sua funzione non sia tanto quella di alleggerire l’atmosfera, quanto quella di attivare un tipo di energia che può sostenerci nel passaggio al nuovo paradigma, al quale tuttavia non si può avere accesso senza scendere da Ade e senza affrontare l’elaborazione del trauma. Ho approfondito questo discorso nell’articolo dedicato al Novilunio in Aquario del 24 gennaio scorso, che è stato appunto un’anticipazione della nuova energia.

Andiamo a guardare più da vicino l’archetipo Aquario/Urano/XI casa. Intanto, non dimentichiamo che Saturno è a casa sua anche nell’undicesimo segno, di cui è l’antico governatore, e che Urano è sì il rivoluzionario, l’outsider, colui che libera dal passato, da ciò che è conosciuto (Saturno), ma è anche correlato con il concetto di trauma. Inoltre, essendo l’Aquario un segno d’aria, tra l’altro associato al contagio, può rappresentare anche la maggiore diffusione del virus, trasmissibile per via aerea. E ci riporta simbolicamente anche alla respirazione e ai polmoni, gli organi bersaglio del virus, che rappresentano lo scambio con l’esterno, e quindi le relazioni.

Ma, potremmo chiederci, quale tipo di contagio si diffonderà maggiormente? Il virus, o la paura del virus, che archetipicamente sono riconducibili allo stesso simbolo, ovvero Plutone? O forse, a contagiarci sarà la disponibilità ad accogliere la trasformazione in atto, che è sempre plutoniana? E dove osserveremo il contagio? Quali aree saranno maggiormente colpite?

Tra l’altro, mi sembra doveroso aggiungere che una maggiore diffusione del virus non significa necessariamente un aumento dei malati o addirittura dei decessi, perché è nella natura dei virus perdere forza nel tempo e con la diffusione. Inoltre, nonostante la propaganda allarmistica dei media, la mortalità di questo virus non è superiore a quella di altri agenti patogeni simili, e la quasi totalità delle persone infette, è asintomatica. Il coronavirus non è pericoloso per le persone sane! E questo, letto in chiave simbolica, cosa ci suggerisce? Che è importantissimo attivare e rinforzare le nostre difese immunitarie, cosa sulla quale la medicina tradizionale accademica non sta portando affatto l’attenzione! E, guarda caso, il sistema immunitario ha sede nell’intestino, luogo in cui avviene continuamente un processo di trasformazione, ovviamente associato a Plutone.

Astrologicamente, l’archetipo corrispondente al sistema immunitario è Nettuno/Pesci/XII casa.

Il sestile che Nettuno dai Pesci forma con i pianeti in Capricorno, può rappresentare l’illusione, il delirio, il caos che non ci aiuta a discernere tra ciò che è vero e ciò che non lo è. Ma a chi ha un livello di consapevolezza più elevato, Nettuno dice: “onora l’essere spirituale in te. Stai centrato nel cuore, connesso con l’anima. Credi nella tua intuizione, coltiva la compassione per te stesso e per gli altri. Aiuta chi puoi aiutare, supporta chi è vicino a te. E onora le tue ferite, consentendo a te stesso di vivere il profondo processo di guarigione che sei chiamato a fare ora.”

Difendersi e proteggersi dal virus sul piano materiale, indossando una mascherina o lavandosi più spesso le mani, arieggiando i locali, aiutandosi con oli essenziali come il timo e il limone, assumendo sostanze naturali che attivano i linfociti preposti alle nostre difese (in astrologia evolutiva, i linfociti sono associati a Saturno!), è quello che possiamo fare concretamente per sostenere il nostro benedetto corpo umano, che deve essere onorato, in quanto prezioso strumento del percorso evolutivo sulla Terra.

Ma non si tratta solo di difendere il corpo dal virus. Dobbiamo proteggerci da tutto ciò che minaccia la nostra integrità e centratura, e ci trascina verso la zona buia in cui diventiamo ostaggio delle paure, la cui madre è, in ultima analisi, la paura della morte, archetipo plutoniano per eccellenza. Più abbiamo dimenticato l’invisibile, più ci siamo accordati al sistema materialistico, più abbiamo trascurato le relazioni, più abbiamo celebrato la materia rispetto allo Spirito, più l’invisibile chiede la nostra attenzione con forza, richiamandoci a sé.

Ma attenzione! Non si arriva allo Spirito senza onorare la materia! E se ogni malattia è l’espressione di una disarmonia dell’anima, non possiamo pensare di affrontarla solo sul piano spirituale, così come non è possibile eliminarla dal corpo usando solo l’approccio materialistico tradizionale. Ogni guarigione è essenzialmente una guarigione dell’anima, ma il processo deve riguardare anche il corpo, perché non si può risalire (Spirito) senza aver toccato il fondo (materia). E l’umanità non è altro che l’espressione più “densa” del Divino.

Ancora una volta, ribadisco che la manifestazione sul piano materiale degli archetipi attivati, non può essere prevista o ipotizzata in maniera univoca, perché molto dipende dal livello energetico dalla quale la osserviamo e la viviamo.

E come sempre, l’astrologia non ha senso, se isoliamo un singolo transito dal contesto in cui si inserisce.

In questa seconda parte del mese di marzo, ci sono stati e ci saranno moltissimi eventi significativi, a partire dall’Equinozio di Primavera, con l’inizio di un nuovo anno astrologico, al cambio di segno di Saturno, al Novilunio in Ariete, fino al passaggio di Marte dal Capricorno all’Aquario, il 31 marzo.

Ed è proprio Marte, ottava inferiore di Plutone, che può giocare un ruolo determinante in questo processo di trasformazione. Marte rappresenta il modo in cui scegliamo di mettere in atto il cambiamento chiesto dalla nostra anima (Plutone).

Marte in Capricorno (che il 18 marzo, quando anche la Luna era nel segno, si trovava proprio a 20°, attivando l’Eclissi del 10 gennaio scorso. Leggi qui per approfondire) fornisce energia a coloro che hanno già un buon livello di consapevolezza, e aumenta la capacità di costruire il nuovo paradigma acquariano. Siamo tutti connessi e dobbiamo imparare a vivere con compassione reciproca, con equanimità e rispetto tra noi e nei riguardi della Terra.

Ma in coloro che si trovano a un livello evolutivo più basso, Marte in Capricorno attiva un tipo di energia aggressiva, impositiva, persino violenta, al servizio del vecchio paradigma.

Marte è il signore del Novilunio in Ariete, e sarà più che mai protagonista nel suo stesso segno, per tutta la seconda metà dell’anno, e in particolare durante il moto retrogrado, dal 10 settembre al 14 novembre.

Nel 2020, Marte inizia tre cicli importanti:

  • 20 marzo, giorno dell’Equinozio, con Giove: la congiunzione, a 22° del Capricorno, ha riattivato la grande congiunzione Saturno-Plutone del 12 gennaio scorso (per approfondire leggi qui).
  • 23 marzo, con Plutone, a 24° del Capricorno.
  • 31 marzo, con Saturno, a 0° dell’Aquario.

Deve cambiare il nostro modo di agire. Le nostre scelte e decisioni, dovranno essere sintonizzate con un nuovo sistema di valori, rappresentato da Giove, che farà ben tre congiunzioni con Plutone, la prima delle quali è imminente e avrà luogo il 5 aprile. Ne ho già parlato nell’articolo dedicato a Giove in Capricorno, che ho definito l’onda anomala. Sta a noi, come sempre, decidere se farsi travolgere o imparare a surfare…

E veniamo ora al Novilunio in Ariete: Sole e Luna, maschile e femminile, si uniranno la mattina del 24 marzo, a 4° del segno, congiunti con Chirone, archetipo della ferita, della malattia, del dolore, ma anche della guarigione che passa dalla morte, intesa come trasformazione (trovi in questi articoli il mito e la sua interpretazione: CHIRONE, IL GUARITORE FERITO (prima parte), CHIRONE, IL GUARITORE FERITO – Posizione nelle Case, parte seconda e CHIRONE NEI SEGNI ZODIACALI), e Lilith, archetipo della paura inconscia che non vogliamo contattare, ma anche del grande potere creativo e liberatorio che reca con sé. Inoltre, sono quadrati all’asse dei Nodi, aspetto che rappresenta la diffusione del virus (o della paura, che come abbiamo visto, sono riconducibili allo stesso archetipo).

A proposito di Nodi Lunari, ricordo che sono strettamente connessi con il ciclo delle Eclissi (ne ho parlato qui e qui). Siamo ancora nel periodo di influenza dell’Eclissi del 10 gennaio scorso, e questo ciclo si concluderà a luglio. Ne riparlerò.

Agli inizi di maggio, però, i Nodi Lunari si sposteranno sull’asse Gemelli/Sagittario, che simbolicamente potrebbe rappresentare una maggiore diffusione del virus (Gemelli, segno di aria, legato alla diffusione e al contatto). Per spiegare meglio questa mia affermazione, ricordo che quando si è diffusa l’influenza spagnola, alla fine della Prima Guerra Mondiale, i Nodi erano a 28° dell’asse Gemelli/Sagittario, e quadravano Chirone, a 28° dei Pesci, mentre Plutone era a 3° del Cancro, esattamente dove si trovava il Nodo Nord a metà marzo, quando è stata dichiarata la pandemia. Mi auguro che, quando avverrà il passaggio, la fase critica della malattia sia terminata (cosa che ritengo probabile perché per quella data, si sarà già sciolta la quadratura tra i Nodi e Chirone!), e che l’archetipo si esprima attraverso un nuovo modo di comunicare e con la diffusione di una conoscenza superiore, che sarà il fondamento del sistema di valori della Nuova Era verso la quale stiamo navigando.

A tal proposito, vorrei tornare velocemente sul significato dell’archetipo Aquario/Urano/XI casa.

L’Aquario è il segno più umano, e il suo desiderio è servire e soddisfare le aspettative di tutti. Allo stadio evolutivo più basso, il servizio è finalizzato a soddisfare le richieste della personalità, con azioni superficiali, dispersive ed egocentriche. Nell’individuo evoluto, l’archetipo si esprime invece attraverso un amore puro e potente: il suo scopo è lo sviluppo della coscienza umanitaria. In questo modo, anche grazie all’utilizzo, con discernimento, della scienza e della tecnologia, crea una collettività che è al servizio dell’individuo, e non il contrario, come accade ora.

Spesso l’Aquario, nella visione astrologica tradizionale, viene considerato freddo e distaccato, mentre, a livello dell’anima, il distacco emozionale è la componente necessaria per rendere efficace l’approccio empatico, caratteristica essenziale nelle relazioni di aiuto. Se si vuole davvero aiutare l’altro, non ci si può permettere di essere trascinati nella sua zona d’ombra. L’empatia dell’Aquario evoluto è quindi autentica. Troppe volte, questo termine viene frainteso e abusato. Molte persone si considerano empatiche quando invece sono solo labili, ovvero sensibili al dolore altrui perché stanno proiettando sull’altro le proprie ferite non contattate né elaborate.

Ecco, le ferite. La vulnerabilità. Questa è la destinazione: l’elaborazione dei traumi, individuali e collettivi. I traumi non contattati e non elaborati sono alla base delle nostre scelte disfunzionali, e della nostra incapacità di re-agire alle richieste dell’anima.

Come scrivevo in occasione del Novilunio in Aquario, articolo che ti consiglio di leggere o rileggere ora,

Nella psiche profonda sono custodite le immagini che appartengono a tutte le esperienze dell’anima nelle varie vite e su diversi piani, incluse quelle dei nostri avi, poiché non scegliamo a caso la famiglia in cui ci incarniamo. (A questo proposito, magari possono interessarti questi video in cui parlo di astropsicogenealogia.)
E quelle immagini vanno pacificate. Se non lo facciamo, saremo sempre condizionati dalle ferite che l’anima ha portato con sé in questo spazio/tempo.

Pur di non scendere da Ade, credendo di poter sfuggire al dolore, abbiamo costruito una maschera (la personalità) che ci ha tenuti separati dall’essenza, e ci ha resi prigionieri dell’ego e della mente inferiore, generando una società dominata dall’intelletto, dalla razionalità, dall’opportunismo e dal materialismo, nella quale intuizione e compassione faticano a esprimersi.

Un forte trauma collettivo, come quello che stiamo vivendo, sta tentando di risvegliare le nostre coscienze. Succede sempre così: un nuovo trauma ne risveglia un altro, più antico, per guarirlo definitivamente.

Ognuno di noi è adesso di fronte a sé stesso, e ha il compito di onorare le proprie ferite, di accoglierle con compassione. L’isolamento forzato, il distacco, il silenzio, agiranno come detonatori di molti cambiamenti che finora abbiamo evitato. Le relazioni fondate sulla paura della solitudine e del giudizio, sull’immaturità emotiva, sulla ricerca di prestigio sociale o sicurezza economica, saranno messe a dura prova. Le scelte fatte a causa di condizionamenti inconsci, anche transgenerazionali, mai contattati, vorranno essere riviste. Decisioni finora considerate irrevocabili potranno essere cambiate, alla luce di una nuova presa di coscienza. Siamo spinti con forza a scendere da Ade, chiamati a gran voce dall’invisibile, dall’Anima, il sentiero che dalla materia conduce allo Spirito.

Niente sarà più come prima. Per fortuna.

Buon viaggio a tutti noi. Con Amore,

Roberta

P.S. Se vuoi comprendere il cammino che la tua anima ha scelto, se ti serve una guida per scendere nel regno di Ade, e desideri conoscere gli strumenti del counseling che utilizzo per fare anima, scrivimi: roberta.turci@gmail.com Sono a disposizione per colloqui telefonici o via Skype.