Astrologia: libero arbitrio vs determinismo

burattinoCari amici dell’Astro nella Manica come anticipato esaminiamo oggi uno degli aspetti più discussi dell’astrologia: la questione che contrappone Libero arbitrio e Determinismo!

Un tempo si riteneva che l’astrologia potesse rivelare il destino di una persona e che il tema natale fosse rigidamente deterministico. A mio avviso niente di più falso.

Per chiarire il mio punto di vista sull’argomento parto dalla nozione di Super Ego esposta da Freud.

Che cos’è il Super Ego e qual è la sua funzione?

Il Super Ego è la parte interiore di noi che ha il ruolo di difendere lo status quo della nostra personalità. Ci dice cosa dobbiamo fare e come dobbiamo essere. Valuta ciò che facciamo in termini di bene e male, giusto e sbagliato, buono e cattivo, gradevole e sgradevole.

Il Super Ego rappresenta l’interiorizzazione delle figure di riferimento rilevanti nei primi anni di vita (genitori) con i loro valori, codici di comportamento, divieti, giudizi e pregiudizi.

Dal momento che la sopravvivenza del bambino dipende completamente da coloro che si prendono cura di lui, tutte le variazioni ambientali, fisiche, psichiche ed emozionali (tensione familiare, mancanza di affetto, di attenzione, una voce alterata o tesa, uno sguardo freddo o infastidito), in quanto possibili minacce alla sua sopravvivenza, hanno su di lui un impatto incisivo.

Verso l’ottavo mese di vita il bambino inizia a comprendere di avere un Sé separato da quello della madre, percepisce gli oggetti come esterni e sviluppa la capacità di autoriflessione. Da questo momento inizia ad associare specifici comportamenti alle variazioni di amore, cure e affetto che riceve.

I genitori crescono i figli guidati da personali aspettative che, nella maggioranza dei casi, li portano a volere che i figli corrispondano all’immagine che essi si sono fatti di loro.

KidL’innata tendenza alla sopravvivenza del bambino, e le sue sempre maggiori capacità cognitive, lo spingono quindi a monitorare costantemente l’ambiente che lo circonda per far fronte all’eventuale necessità di ristabilire uno stato di equilibrio, qualora disfunzioni affettive si presentino. Sulla base pertanto di convinzioni, pregiudizi e valori esterni imposti dei genitori, per garantirsi la sopravvivenza, il bambino accetta e subisce o rischia punizioni, umiliazioni o isolamento creando dei contenuti inconsci di riferimento che prendono il nome di Archetipi.

Se ci fate caso, a livello subconscio siamo continuamente impegnati in un dialogo interiore tra una parte di noi che dà consigli, ci mette in guardia, ci esorta o manipola affinché ci comportiamo in un certo modo, e un’altra parte che contrasta tali “consigli”. La dinamica di questo dialogo interiore è molto simile a quella che avviene tra genitori e bambino… solo che ora siamo adulti… e veniamo trattati dal nostro Super Ego come se fossimo ancora quei bambini dipendenti, incapaci di sopravvivere autonomamente e bisognosi di guida. A volte ci schieriamo con il Super Ego, a volte con il bambino che reagisce, e questa dinamica prende il nome di Identificazione.

Che i valori dei genitori siano diventati anche i nostri o che ci siamo ribellati ad essi, la nostra dipendenza resta sostanzialmente immutata dal momento della formazione del Super Ego e la conseguenza è che il nostro processo di crescita viene limitato dentro confini ripetitivi e abituali che riescono a inibire la nostra unicità e creatività.

È fondamentale comprendere che SOPRAVVIVERE e VIVERE sono due cose totalmente diverse: la prima è semplicemente la capacità di mantenere in funzione il nostro sistema mente/corpo, la seconda è la capacità di creare il nostro presente e di esserne consapevoli. Sopravvivere è un istinto innato, vivere è espressione della nostra umanità.

Se siamo del tutto inconsapevoli delle forze potenti che abbiamo interiorizzato, agiamo secondo motivazioni inconsce e con scarsa possibilità di essere agenti intelligenti che interagiscono con quelle forze (determinismo). Più comprendiamo le forze archetipiche che influenzano la nostra vita, tanto più possiamo essere liberi di esprimerci (libero arbitrio).

Correttamente intesa l’astrologia è quindi uno strumento per aumentare la libertà personale dell’individuo in quanto la consapevolezza delle strutture base archetipiche e i modelli di significato presenti nel tema natale permettono di focalizzare l’attenzione sulle dinamiche inconsce che hanno una ripercussione sul nostro presente consentendoci la realizzazione del nostro potenziale più profondo.

La crescita è anche un processo di decondizionamento, di liberazione di parti dell’individuo che sono state relegate ad agire in modi ripetitivi e compulsivi. L’obiettivo è riappropriarsi delle capacità di rispondere in maniera genuina invece di reagire usando schemi altrui.

Il tema natale non è assolutamente la prigione-struttura del nostro destino inesorabile, ma piuttosto la struttura base dei nostri schemi interiorizzati e del nostro potenziale nascosto che racchiude le doti personali e le prove da affrontare in questa vita per poter evolvere.

Behind_The_Mask_by_Ookami_SeaEmpressL’astrologia è uno strumento prezioso che ci consente una maggiore comprensione dei nostri complessi di base archetipici e della loro tempistica consentendoci di aumentare significativamente la gamma di opzioni, la flessibilità e l’intelligenza con cui affrontare la vita perché solo allora saremo in grado di riconoscere la presenza in noi di emozioni, comportamenti e desideri a lungo considerati “inappropriati” dal Super Ego e respinti nell’inconscio.

Il riconoscimento apre la porta alla libertà personale di decidere quali dei contenuti interiorizzati sono ancora da rifiutare e quali invece hanno per noi un valore esistenziale. Vivere significa esplorare tutte queste nuove possibilità e assumersi la responsabilità anche dei possibili errori e delle relative conseguenze.

“La nostra conoscenza è il bene più grande di cui disponiamo” diceva Einstein.

Alla prossima!

D.ssa Andrea Knafitz

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L’astrologia non è nient’altro che una bufala?

attentionSpesso mi trovo nella situazione di dover “giustificare” la mia favorevole posizione sull’uso dell’astrologia nel campo della psicologia. Le riflessioni che vi propongo oggi hanno lo scopo di esplorare il reale ruolo dell’astrologia. Nelle prossime settimane, invece, vi parlerò della questione che contrappone Libero arbitrio e Determinismo e quella del Perché l’astrologia funziona!

William James, uno dei fondatori della psicologia moderna descrive l’attenzione come “la presa di possesso dello spirito, in una forma limpida e viva, di un oggetto o di una serie di pensieri in mezzo a un ventaglio di parecchi altri che sembrano possibili […] Implica che alcuni oggetti finiscano in secondo piano al fine di trattare più efficacemente gli altri”.

Di conseguenza, per fare esperienza di un oggetto o di un pensiero, si deve prenderne coscienza ovvero sentire e percepire al tempo stesso e sapere cosa si sente e si percepisce.

Attenzione e coscienza sono due entità diverse però: nella prima si scarta ciò che non è ritenuto interessante mentre nella seconda si accoglie. L’attenzione procede per esclusione, la coscienza per inclusione.

Gli studiosi di astrologia ritengono che i segni, i pianeti e le posizioni angolari che formano tra di loro al momento della nascita siano i catalizzatori dell’attenzione che guidano lo sviluppo individuale del carattere e di cui si dovrebbe prendere coscienza per vivere una vita consapevole.

Gli scettici controbattono che non è possibile che i pianeti, la loro distanza e la forza di gravità abbiano un influsso causale sulla vita delle persone.

L’astrologia, parlando di correlazioni di esperienze ed eventi con movimenti ed aspetti planetari, non intende in alcun modo delineare influenze causali dei corpi celesti su psiche e avvenimenti umani nel mondo materiale, bensì di specifiche relazioni sincroniche che attivano l’attenzione per dirigerla verso la consapevolezza.

White_Rabbit_KHRECRiporto un esempio fornito da Richard Tarnas: se il mio orologio segna le otto in punto, posso arguire che tutti gli orologi presenti nello stesso fuso orario, nello stesso istante segneranno anch’essi le ore otto; se accendo la TV alle otto (attenzione) troverò il notiziario delle otto (esperienza = consapevolezza); se vado al ristorante dove ho prenotato un tavolo per le otto (attenzione) troverò a quella stessa ora un tavolo riservato a mio nome (esperienza = consapevolezza).

Ciò naturalmente non significa che il mio orologio abbia un’influenza diretta sugli altri orologi né che sia la causa delle notizie TV o che interagisca con la coscienza del personale del ristorante.

Allo stesso modo il concetto che sta alla base dell’astrologia suggerisce che i moti planetari e gli aspetti geometrici siano correlati alle dinamiche simboliche invisibili che appartengono a ciascuna persona (archetipi), catalizzando l’attenzione sugli eventi del mondo fenomenico. I pianeti quindi non sono la causa di quello che avviene, attivano semplicemente una sincronizzazione attenzionale.

Dato che i pianeti sono visibili essi possono essere utilizzati per comprendere cosa sta succedendo nel mondo degli archetipi personali o, secondo l’esempio, verificare che “ora” è nel mondo archetipico.

È semplicemente in questi termini che l’astrologia rientra tra gli strumenti che rendono possibile una maggiore consapevolezza della vita dell’individuo: avendo consapevolezza del nostro tema natale possiamo comprendere più profondamente le dinamiche che muovono la nostra attenzione – oggi più che mai disturbata da slogan, pubblicità e altre manipolazioni commerciali – per giungere a prendere coscienza e proteggere quello che è realmente importante nella nostra vita.

Questo in pratica è il motivo per cui personalmente ritengo che uno psicologo o psicoterapeuta che si avvale di questa antica conoscenza abbia uno strumento in più per accompagnare in maniera efficace le persone nel delicato percorso di consapevolezza.

Alla prossima!

D.ssa Andrea Knafitz

ANALISI PSICOLOGICA DEL TEMA NATALE DI UNA NOSTRA LETTRICE: BB

Cari amici dell’Astro nella Manica ben ritrovati!

Innanzitutto volevo ringraziarvi per l’entusiasmo con cui avete accolto il mio primo intervento su questo blog.

E’ stata una partenza assolutamente incoraggiante!

Leggere i vostri commenti e le domande che mi avete posto mi ha fatto capire che siete un pubblico seriamente interessato alle dinamiche che legano la Neuropsicologia degli Archetipi all’Astrologia, e questo può farmi solo che piacere.

In tantissimi mi avete mandato i dati e per fare una scelta equa ho scritto tutti i vostri nickname su dei pezzetti di carta, li ho messi in una scatola e voilà ho pescato la sorteggiata di questo mese: BB.

Prima di conoscere BB vorrei soffermarmi brevemente ad esplorare alcuni concetti utili per l’analisi del tema natale, legati alle capacità personali dell’essere umano.

Nel precedente blog vi ho introdotto al concetto di Archetipo, che consiste in un contenuto inconscio che viene modificato attraverso la presa di coscienza e per il fatto di essere recepito. Ogni individuo, quindi, grazie alla capacità di simbolizzazione, riesce a codificare il mondo che lo circonda e a prenderne coscienza. Il linguaggio, che è la capacità cognitiva di ragionare usando simboli astratti, ne rappresenta l’esempio più evidente.

La conoscenza del mondo viene appresa dall’individuo sia tramite sperimentazione personale sia mediante l’osservazione di altre persone. La diretta conseguenza di questi due approcci comporta lo sviluppo di:

Capacità di previsione: che permettono di anticipare gli eventi futuri (estremamente rilevante sia a livello emotivo che motivazionale);

Capacità di autoregolazione: che corrisponde all’essere in grado di stabilire obiettivi e di valutare le azioni facendo riferimento a standard interni di prestazione;

Capacità di autoriflessione: che corrisponde alla capacità di riflettere in modo consapevole su sé stessi

Il periodo che va dalla nascita al compimento del settimo anno di età è estremamente importante nella vita dell’essere umano in quanto è proprio in questo periodo che tali capacità cominciano a svilupparsi. Da esse dipende la creazione delle vie preferenziali con cui poi si procederà, in modo inconscio, a codificare gli eventi della vita. Ricordo che la mente cosciente controlla il nostro cervello solo per il 5% del tempo mentre il subconscio incide sui nostri pensieri per il restante 95%. Da un punto di vista neuronale è proprio in questo periodo che il bambino sviluppa le connessioni neurologiche nel cervello.

I vissuti dei primi anni di vita però difficilmente vengono ricordati. A volte invece un particolare profumo o un sapore ci riportano immediatamente a quegli anni. Tutto ciò accade perché nella prima infanzia i circuiti della memoria non sono ancora completi (lo saranno dopo i nove anni) ed ecco che noi immagazziniamo quei vissuti nella seconda sede dei neuroni: la pancia, il nostro secondo cervello.

Il Professor Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University ha scoperto che l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. La quantità di messaggi che il cervello addominale invia a quello centrale è pari al 90% dello scambio totale e per la maggior parte si tratta di messaggi inconsci, che percepiamo solo quando diventano segnali di attivazione e scatenano importanti reazioni di benessere o malessere.

Chi non ha sperimentato, almeno una volta nella vita, la sensazione delle “farfalle nello stomaco” incontrando una persona speciale o durante una conversazione stressante? La pancia comunica con la testa in maniera continua ma noi ce ne accorgiamo solo quando scatena effetti che per lo più sono di nausea, paura, dolore e angoscia.

Risulta importante quindi comprendere, nell’analisi del tema natale della persona, il vissuto di quei primi sette anni di vita per avere così una chiave di lettura di quello che sono le corrispondenze nella vita adulta.

Diventare consapevoli degli Archetipi ci permette di comprendere che cosa abbiamo interiorizzato a livello emotivo ed eventualmente modificarlo, nel caso questo produca malessere o sia di ostacolo alla realizzazione della nostra individualità. Cambiare i “percorsi abitudinari attivati dai nostri neuroni” diventa un passaggio verso una vita più centrata e concentrata su quelli che sono i nostri reali obiettivi interiori.

Ma conosciamo ora la protagonista di oggi: BB.

BB è una donna di 37 anni nata sotto il segno del Toro e con un ascendente agli ultimi gradi della Vergine.

L’ascendente, come sappiamo, segna l’inizio della prima casa, una casa che rappresenta la visione che l’Io ha di sé stesso,  una casa che in senso egopatico rifiuta totalmente gli altri per soddisfare un desiderio di unicità. L’ascendente è la maschera protettiva che l’Io, simboleggiato dal Sole, indossa per affrontare gli altri che ancora non si conoscono

Da un punto di vista psicologico i primi “altri” che si incontrano sono i genitori i quali crescono i figli guidati da personali aspettative che li portano a volere che i figli corrispondano all’immagine che essi si sono fatti di loro. Dipendendo completamente dai genitori, i bambini sono spinti a mettere in atto un compromesso con se stessi tra quella che è la loro individualità e quelle che sono le aspettative che i genitori hanno su di loro. Per questo motivo nella maggior parte dei casi i bambini gradatamente accettano la verità su di sé che viene trasmessa loro dai genitori e piano piano arrivano a perdere se stessi. Questo genera, inevitabilmente, una ferita da non riconoscimento e non accettazione della propria individualità, e proprio al fine di proteggere questa ferita l’essere umano indossa quella maschera simboleggiata proprio dall’Ascendente

Sin dalla nascita BB ha vissuto un disagio derivante dall’aver percepito attorno a se delusione per qualcosa da lei provocato. Il Sole quadrato alla Luna ci mostra tensione tra l’archetipo del femminile e quello del maschile. I genitori probabilmente si aspettavano un maschio anziché una femmina (decima casa-madre in Gemelli legata al rifiuto) la qual cosa le ha fatto esperire il primo sentimento di disagio. Nel corso del suo primo anno di vita ha poi iniziato a costruire difese a protezione del suo Io (Marte in settima-gli Altri in opposizione all’Ascendente), scatenate magari da fratelli poco felici del suo arrivo come simboleggiato anche da Nettuno in terza casa opposto a Mercurio.

Tutti questi vissuti a livello emotivo le hanno provocato una ferita che lei ha protetto indossando la maschera di un segno, la Vergine, che esprime ordine e regole, consuetudine, ripetizione, abitudine, servilismo. Per farsi accettare ha quindi adottato il compromesso del controllo del suo Io, reprimendo la sua individualità e adattandola a quella che secondo lei poteva soddisfare le aspettative delle persone da cui dipendeva e che amava. La Vergine simboleggia anche il corpo, e dal momento che abbiamo visto che il suo essere nata femmina aveva prodotto delusione, possiamo affermare che il suo tallone di Achille è proprio il fisico, oggetto negativo di critiche. Nella sua infanzia tutti questi giudizi, associati ad emozioni trattenute, possono averla fatta dilatare nel fisico attirando ancora di più l’attenzione su questo aspetto (Giove in sestile a Mercurio).

BB però è una donna tosta in quanto vediamo che nella sua prima casa c’è Plutone, la grande forza interiore, creativa, rigenerante e nascosta. Un ottimo alleato per difendere l’Io pacioso e ingenuo espresso dal Sole in Toro in nona casa consignificante del Sagittario. Da subito ha compreso che la sua ancora di salvezza su questa terra era proprio la sua grande forza interiore, il che le ha fatto sviluppare doti intellettive vivaci (Mercurio in nona casa Gemelli e Sole in nona), strumenti su cui lei ha riposto una totale fiducia per raggiungere l’indipendenza.

Il suo più grande ostacolo all’indipendenza (casa decima) è rappresentato dal senso del dovere che sente nei confronti della famiglia, che desidera tanto compiacere, (Saturno in decima casa Cancro) e in modo particolare nei confronti della madre (casa decima) verso la quale prova grande amore (Venere in decima-Cancro nei gradi della Luna), una madre anticonvenzionale (Luna in undicesima) guardata con ammirazione (Luna in Leone).

L’affettività e la bellezza, rappresentate da Venere in Cancro nei gradi della Luna, mostrano grande sensibilità e vulnerabilità e una ricerca di protezione che rimane però disattesa: la quadratura di Giove dalla casa settima segnala insoddisfazione nei rapporti con gli altri, la quadratura di Plutone dalla casa prima segnala timori di tradimenti o inganni da cui proteggersi. In “aiuto” a quella Venere troviamo Saturno in aspetto di congiunzione che con la sua razionalità sopprime le emozioni concettualizzandole. Posso ipotizzare che BB abbia dovuto attendere il compimento dei 22/23 anni, ossia quando il punto di consapevolezza si trovava a transitare proprio su quella congiunzione, prima concedersi di iniziare un rapporto di coppia.

Il tipo di partner che cattura il suo interesse si mostra forte, intelligente, strutturato all’apparenza (Sole in nona casa sestile a Marte) ma fragile interiormente (Marte in Pesci), un uomo che probabilmente osteggia, in maniera subdola, quella sua individualità così forte e sulla difensiva (Marte opposto a Plutone).

Nel corso dei primi 7 anni il punto di consapevolezza di BB è transitato su pianeti che le hanno dato importanti strumenti di conoscenza permettendole di sviluppare una capacità di intuizione fulminea (Urano in sestile alla Luna) e una capacità immaginativa con la quale allontanarsi dal circostante, viaggiando lontano con la fantasia (Nettuno in terza casa Sagittario) in luoghi dove vivere liberamente senza essere costantemente sulla difensiva.

Dall’analisi di questo tema l’elemento che emerge da più parti è che BB ha paura di essere ferita dagli altri. Questa paura le ha fatto erigere nel corso degli anni una fortezza di protezione che alla lunga può portarla a soffocare. Il controllo comporta grande dispendio di energie e questo affatica il cervello. La legge di attrazione insegna che noi creiamo materialmente nella nostra vita quello a cui pensiamo con maggiore intensità. Se consideriamo che un essere umano, mediamente, produce 70.000 pensieri al giorno, e quelli di BB hanno tutti la stessa matrice di timore, capiamo bene come lei possa vivere magari anche una vita bella, vista dal di fuori, ma nel suo intimo sentirsi imprigionata, senza poter esprimere le qualità uniche del suo Sole.

Il nostro vivere collettivo ci ha imposto necessariamente regole che stabiliscono, a maggioranza, quello che è giusto e quello che è sbagliato. Questo però non vuol dire che l’individualità di una persona può essere giudicata con lo stesso metro. Ogni singolo individuo ha il diritto di esprimere la sua unicità, perché se non lo fa può innescare percorsi, ad esempio, di ribellione o di malattia vanificando le preziose qualità del suo essere.

La lettura del tema natale è un meraviglioso viaggio alla scoperta di se stessi. In questa sede vi ho descritto solo gli aspetti più evidenti delle simbologie interiorizzate da BB ma il tema ce ne racconta molte altre che completano il quadro psicologico.

Nel mio lavoro di Neuropsicologa utilizzo, con i miei pazienti, questo strumento perché esso mi fornisce importanti elementi di partenza che verranno analizzati con la persona all’interno del colloquio psicologico, andando così ad accelerare il percorso di emersione di quella individualità che, per mille motivi, si è scelto di nascondere.

Spero che questo intervento sia stato uno spunto di riflessione per farvi comprendere che ognuno di noi è un essere unico, bisognoso solo della chiave giusta per uscire dalla gabbia in cui si è infilato.

Alla prossima cari amici!

Se desiderate inviarmi i vostri dati l’indirizzo è sempre andrea.knafitz@tiscali.it.

D.ssa Andrea Knafitz

COSA PENSA UNA NEUROPSICOLOGA DELL’ASTROLOGIA…

Cari amici dell’Astro nella Manica, piacere di conoscervi!

Il mio nome è Andrea Knafitz, Toro ascendente Vergine, americana di nascita, italo-norvegese di origine, milanese d’adozione, neuropsicologa e ricercatrice.

Inizia oggi la mia collaborazione con questo simpaticissimo blog per raccontarvi il mio personale rapporto con l’Astrologia, uno strumento ricco di informazioni che utilizzo con grande soddisfazione nel mio lavoro.

Nello studio della psiche umana uno degli scopi che muove i ricercatori è quello di comprendere quali sono le vie neuronali preferenziali che gli esseri umani attivano per codificare le esperienze che vivono quotidianamente.

Il cervello adotta una precisa strategia sia per economizzare le risorse dell’organismo sia per indirizzare l’attenzione verso determinati elementi, evitando quindi di elaborare informazioni ritenute inutili o irrilevanti. Se pensiamo che la mente cosciente controlla il nostro cervello solo per il 5% del tempo e che il subconscio incide sui nostri pensieri per il restante 95% comprenderete benissimo che è essenziale indagare che cosa muove l’individuo ad adottare certe scelte e a scartarne altre.

Che cosa cattura l’attenzione? Quali sono gli elementi che focalizzano la nostra attenzione su un determinato elemento, situazione o persona? Perché spesso nella vita ci troviamo a fare cose che razionalmente consideriamo sbagliate ma che mettiamo in atto ugualmente?

Al fine di dare una risposta a questi quesiti il mio personale approccio alla psicologia amalgama conoscenze scientifiche a fattori che ancora non sono considerati scienza.

Gli Archetipi rappresentano una parte strutturale dei miei studi. Il concetto di Archetipo è stato introdotto dal famoso psichiatra svizzero Carl Gustav Jung il quale l’ha definito come “un contenuto inconscio che viene modificato attraverso la presa di coscienza e per il fatto di essere recepito”. Jung considerava gli archetipi come i costituenti di base della psiche umana, interculturali e condivisi da tutti gli esseri umani. Espressioni universali quindi di un Inconscio Collettivo.

La musica, la matematica, la scienza, il linguaggio dei sogni, gli atteggiamenti corporei si esprimono tutti attraverso immagini archetipali universali.

Sebbene la sempre maggiore complessità della vita moderna sia riuscita a renderne difficile la comprensione, a livello inconscio tutti noi padroneggiamo il linguaggio simbolico esprimendoci continuamente attraverso di esso. Basti pensare che il peso del linguaggio simbolico o non verbale nella comunicazione è pari al 55%, mentre il verbale e il paraverbale (ovvero tono, velocità e volume della nostra voce) ricoprono rispettivamente solo il 7% e il 38%.

Il numero di Archetipi non è fisso in quanto dipende dal livello di focalizzazione sulla realtà che stiamo adottando.

Fondamentalmente esistono 2 principi archetipali che sono contemporaneamente opposti e complementari e che fungono da modelli formativi ed interpretativi della realtà: il maschile e il femminile.

Nella religione taoista gli archetipi sono tre, Qi, Yin e Yang, in quella cattolica pure, Padre, Figlio e Spirito Santo, nel Buddismo troviamo Buddha, Dharma e Sangha, nella trinità egizia rileviamo Iside, Osiride, Horus.

Gli elementi naturali (Terra, Acqua, Fuoco, Aria), i punti cardinali (Nord, Sud, Est, Ovest) e le stagioni (Primavera, Estate, Autunno, Inverno) sono simbolicamente quattro.

Le note musicali, i peccati capitali, i giorni della Creazione e i Chakra maggiori sono sette.

I mesi dell’anno, le ore del giorno e della notte, le costellazioni celesti, gli Apostoli di Gesù, le fatiche di Ercole e i cavalieri della Tavola Rotonda sono invece dodici tanto per citare qualche esempio.

Tutto quindi è simbolo perché tutto ciò che esiste è stato creato sulla matrice di pochi archetipi fondamentali.

Essi sono quindi delle simbologie che iniziano a formarsi sul piano biologico, emozionale, mentale, spirituale e materiale dal momento della nostra nascita. Ad essi sono legate sia sei specifiche tipologie di trauma emozionale che si può verificare durante la prima infanzia sia l’attività dei 7 chakra, centri di energia connessi ai gangli principali dei nervi che si ramificano dalla colonna vertebrale.

La documentazione che ho raccolto in anni di verifiche, evidenzia che tutti questi simboli possono essere letti proprio nel tema natale il quale rappresenta un’immagine bidimensionale della situazione celeste al momento del taglio del cordone ombelicale andando a creare così lo sfondo generale sul quale osservare le posizioni dei pianeti-archetipi e le relazioni angolari fra di essi.

L’obiettivo che mi prefiggo con questi studi è quindi quello di riconoscere ed integrare gli archetipi fondamentali presenti nella psiche di ciascun individuo al fine di utilizzarli in un percorso di consapevolezza in quanto ritengo che solo la comprensione di tutte le sfaccettature presenti nella psiche umana possa permetterci di comprendere chi siamo veramente.

Il principio base dell’astrologia afferma che i pianeti hanno una connessione cosmica con specifiche forze archetipiche dotate di significato per gli esseri umani e i disegni che i pianeti formano nel cielo sono ritenuti avere pertanto una corrispondenza rilevante con le vicende umane che avvengono sulla terra.

In termini individuali, le posizioni dei pianeti al momento della nascita di una persona hanno una corrispondenza con i modelli archetipici propri di quella persona che si esprimono di conseguenza nel carattere.

Quello dell’astrologia è un ambito a mio avviso affascinante, da approfondire e da non demonizzare non fosse altro per il fatto che moltissime persone ogni giorno consultano esperti di astrologia per avere risposte a domande interiori invece che interpellare professionisti preparati che li potrebbero accompagnare in un percorso clinico di consapevolezza. Imparare il linguaggio astrologico diventa quindi un elemento fondamentale per poter comunicare con tutti quelli che vogliono conoscersi in maniera più profonda ma che sono ancora legati ad un’immagine negativa dello “strizzacervelli”.

Nel corso dei miei interventi vi spiegherò dettagliatamente le ragioni che mi hanno portato a considerare l’astrologia come una risorsa piuttosto che una facezia sperando quindi di introdurvi in un mondo per me assolutamente affascinante.

Mi piacerebbe che questo spazio fosse sia divulgativo che interattivo e ho quindi pensato di proporvi l’analisi di un tema natale al mese, scelto tra tutti quelli che mi invieranno i propri dati, così da spiegarvi in modo chiaro quali informazioni traggo dalla lettura di questo strumento.

Se avete quindi voglia di scoprire un qualcosa in più su di voi mandatemi la vostra data di nascita segnando luogo e ora precisi e un nickname scelto da voi che utilizzerò nella mia risposta così nessuno saprà di chi sto parlando eccetto l’interessato/a e la privacy sarà così tutelata. L’indirizzo a cui spedire i dati è andrea.knafitz@tiscali.it.

Per il momento vi saluto, vi ringrazio per aver letto questo primo intervento e se l’argomento vi incuriosisce a prestissimo!

D.ssa Andrea Knafitz