Harry&Meghan: l’intento evolutivo della coppia, di Roberta Turci

Un’altra americana divorziata nella storia degli Windsor: dopo Wallis, per amore della quale re Edward VIII, zio della attuale regnante, abdicò e fu poi esiliato, arriva Meghan, ma stavolta è tutta un’altra storia. Harry non sarà mai re, ma è il principe azzurro perfetto per la bella mulatta, dall’infanzia infelice e con la famiglia sgangherata (non che quella di Harry sia proprio esemplare!), attrice, e donna socialmente impegnata.
Mi sembra inutile discutere del sentimento che li lega, perché al di là delle conferme che possono arrivare dall’analisi astrologica più immediata e superficiale, che siano innamorati è evidente. I loro occhi lo testimoniano più di qualunque congiunzione o trigono.
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Harry è Vergine ascendente Capricorno, Meghan è Leone ascendente Cancro, ma per valutare la compatibilità di coppia, bisogna guardare ben altro: i segni solari dicono molto poco. Più significativi sono gli Ascendenti, perché il punto esattamente opposto, il Discendente, ci dice le qualità della persona di cui il soggetto tende a innamorarsi, quello che, consciamente o inconsciamente, si cerca nell’altro. Il Discendente è la cuspide (il punto in cui inizia) della settima casa, il settore delle relazioni. Quindi gli Ascendenti in segni opposti indicano una buona compatibilità.
Tra l’altro, l’asse Cancro-Capricorno è fortemente sollecitato nella storia della casa reale britannica: Edward VIII, il re che abdicò per amore, era Cancro, così come Diana, William, Camilla, e il piccolo George, l’erede al trono. Cancro è anche l’ascendente di Charlotte e Louis, secondogenita e ultimo nato di William e Kate, entrambi con la Luna in Cancro. Il Capricorno è il segno solare di Kate e l’ascendente della Regina Elizabeth. E qui aggiungo che a novembre il Nodo Nord si sposterà proprio nel segno del Cancro, andando a sollecitare la tematica rappresentata dall’asse Cancro-Capricorno: l’affermazione della propria identità vs. il retaggio affettivo e culturale. E le Eclissi del 2019 saranno in questi segni (la prima sarà già il 12 luglio prossimo, e la Luna subito dopo si congiungerà all’ascendente di Meghan!). Si vedranno sicuramente cambiamenti significativi nella famiglia Reale: tanto per cominciare, Urano era esattamente sul Sole della regina il giorno del matrimonio di Harry&Meghan, e, a causa del moto retrogrado, tornerà a congiungersi con il luminare della sovrana a fine novembre. Inoltre, il 18 ottobre, Giove si congiungerà col suo MedioCielo, e quindi anche con Saturno, il che può indicare che sarà per lei il momento di liberarsi di strutture limitanti (la Corona?!) magari a favore del figlio Charles, che il 2 novembre prossimo sentirà il passaggio di Urano sulla sua Luna: per lui un cambiamento improvviso che lo turberà emotivamente, e di certo avrà a che fare con sua madre, rappresentata dall’archetipo lunare. Nel frattempo, Giove si è congiunto già due volte col suo Sole, e farà l’ultimo passaggio il 3 ottobre. Vedremo come si manifesteranno questi transiti…
Ma torniamo a Harry e Meghan. Entrambi hanno un contatto Luna-Saturno nel tema natale (notare che Luna e Saturno sono i governatori dei segni in cui hanno l’Ascendente!): lui un’opposizione sull’asse Toro-Scorpione, lei una congiunzione in Bilancia in III casa. A entrambi è dunque mancato il contenimento affettivo, l’attaccamento sicuro, e possono ora compensare a vicenda quel vuoto, anche perché Meghan mette il suo Chirone sulla Luna di lui. Questo aspetto di congiunzione ci dice due cose: Meghan ha un gran bisogno di sicurezza, che sul piano prettamente materiale si traduce nella ricerca di stabilità e di un ruolo sociale riconosciuto, ma che in realtà è una proiezione del bisogno più profondo di sicurezza emotiva, e Harry può prendersi cura della ferita di lei, sentendosi a sua volta curato dalla presenza affettuosa della compagna.
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E che dire dello Yod (o dito del Fato) che si forma tra la Luna di lui e Nettuno e Plutone di lei, ben visibile nel grafico della sinastria? Un incontro programmato dalle anime, senza dubbio. Le anime si ritrovano di vita in vita per aiutarsi a compiere il proprio destino. Il senso della relazione è questo: (ri)conoscere le proprie ombre e integrarle attraverso l’altro, che fa da specchio e a sua volta si rispecchia.
La IV casa, dove Harry ha la Luna (tra l’altro Signora della IV casa!), è il settore degli antenati, e contiene la storia di tutta la stirpe, ovvero la memoria dell’anima: qui l’individuo risponde in modo istintivo a ciò che accade nel mondo. Aspetti disarmonici ai pianeti in IV casa indicano che il soggetto ha il compito di trasmutare l’intero lignaggio familiare. Sappiamo infatti che l’individuazione, ovvero lo sviluppo e la crescita, può avvenire solo “lontano” dalla famiglia di origine, cioè fuori dalla IV casa, e la Luna di Harry lesa da Saturno, rappresenta la sua spinta istintiva verso una ridefinizione del senso di sicurezza, che può e deve essere trovata al di fuori dei confini rigidi stabiliti dalla casa Reale. 
La sua Venere in Bilancia ci conferma che la sua destinazione, in chiave evolutiva, è trovare l’equilibrio tra ciò che è e ciò che gli altri gli hanno detto di essere: attraverso la relazione, la Venere in Bilancia deve imparare a chiedere, ad affermare i propri bisogni interiori e le proprie esigenze, pur conservando la propria capacità di ascoltare e assecondare le esigenze dell’altro (non a caso l’asse Ariete/Bilancia è in aspetto di quadratura con l’asse Cancro/Capricorno).
C’è anche da dire che Harry (come suo fratello William) è un’anima connessa con le dimensioni più elevate (Giove e Nettuno in XII casa), con un alto potenziale di comunicazione con gli avi e la loro forza (Sole e Mercurio in VIII e Plutone in Scorpione), e l’inclinazione alla ricerca di verità superiori (Venere, Saturno e Plutone in IX casa), capaci di spezzare la devozione a schemi e paradigmi ormai desueti (Marte e Urano in Sagittario in XI).
L’aspetto tra Marte e Plutone ci dice che si tratta di un’anima in una nuova fase evolutiva, con un intento che ancora deve essere riconosciuto a livello della personalità, ma è comunque fortemente avvertito nel bisogno di iniziare esperienze diverse da quelle conosciute: c’è la necessità di liberarsi definitivamente dal vecchio ciclo e il desiderio di assoluta libertà, per poter agire in modo indipendente in direzione dei nuovi obiettivi dell’anima. 
Rispetto alla relazione, Harry si trova nell’ultimo quarto del ciclo evolutivo (si deduce dall’aspetto tra Marte e Venere), ed è quindi in quella fase in cui si mette in discussione il sistema di valori da cui l’anima è stata condizionata nelle altre vite. Ora l’anima vuole espandere il proprio livello di consapevolezza in modo da relazionarsi in un senso più universale, e ha bisogno di circondarsi di persone dalla mente aperta che a loro volta sono attratte da culture, filosofie e idee diverse. La sfida è quella di rimanere integrati nella società e allo stesso tempo permettere a questa espansione interiore di compiersi.

La fase evolutiva relazionale individuata dall’aspetto Marte-Venere nel tema di Meghan è invece quella denominata crescente: qui l’anima manifesta il coraggio di non farsi contaminare dalla società, e di affidarsi a una consapevolezza tutta interiore. L’anima deve imparare a dire: “Questa è quella che sono, questo è quello che valgo, questo è il mio sistema di valori, e voglio relazionarmi solo con chi lo sostiene e lo condivide.”

D’altro canto, chi si incarna con Venere in Vergine si porta dalle vite passate un senso di colpa inconscio per non aver saputo realizzare se stesso/a andando oltre i condizionamenti dell’ego, ed è estremamente autocritico/a: non si ritiene mai abbastanza perfetto/a. Il suo compito in questa vita è superare il desiderio di perfezionismo, accettando la parte più profonda e autentica di sé, senza vergogna e senza paura di deludere gli altri. In genere, con questa Venere, la persona è umile, disponibile, molto brava ad aiutare gli altri e a consigliarli, ma ha difficoltà a prendersi cura di sé. Il suo cammino evolutivo dovrà condurla a incontrare l’archetipo opposto, i Pesci, trovando completezza nell’incontro col Divino, ovvero con la propria Anima, attraverso i principi della compassione e dell’amore.

Questo compito è ribadito da tutto il tema nel suo insieme. Basta osservare Plutone in IV e Marte in XII. Ricordiamoci che Plutone è l’anima, ed è l’ottava superiore di Marte, che ci dice come la personalità cosciente porta sul piano materiale i desideri inconsci dell’anima. Plutone in IV – cito testualmente Jeffrey Green in “Plutone e il viaggio evolutivo dell’anima” – indica che un ciclo evolutivo si sta chiudendo e che un nuovo ciclo è all’inizio. Individui con Plutone in Quarta Casa hanno vissuto vite nelle quali hanno desiderato e tentato di imparare la lezione evolutiva riguardante la sicurezza emotiva, ovvero come non far derivare la propria sicurezza emotiva da fattori esterni, come i genitori, il lavoro, i partner e via dicendo. Questi individui stanno imparando a creare e ad alimentare la loro sicurezza emotiva dal loro interno. Siccome questo impulso evolutivo è relativamente nuovo, la maggior parte degli individui con Plutone in Quarta Casa non ha ancora del tutto imparato questa lezione. Di conseguenza molti di loro sceglieranno di nascere in famiglie nelle quali uno od entrambi i genitori producono una varietà di shock che forzano l’individuo a guardarsi dentro. E questo Plutone è congiunto con la Venere di Harry e quinconce alla sua Luna!

Marte in Cancro parla di un’anima che ha bisogno di creare una realtà personale che la faccia sentire al sicuro e protetta, per poter realizzare il suo intento evolutivo. Ha bisogno quindi di una famiglia, di una casa, di amici fidati. Marte nell’archetipo Cancro si riferisce alla necessità di passare dall’idea di soddisfare il bisogno di sicurezza attraverso forme e strutture esterne, ad accorgersi che la sicurezza di cui la persona ha bisogno è dentro di lei. Dal punto di vista sessuale, ambito al quale Marte è evidentemente connesso, la persona ha una profonda insicurezza legata alla separazione dal ventre materno. Per superare la paura, cerca di controllare la sua vita sessuale ed emozionale, diventando possessiva, dominante e irrazionalmente gelosa. Quando la persona ha preso coscienza del suo bisogno di sicurezza, smette di cercarla fuori di sé e smette anche di essere possessiva, controllante e dominante, impara a nutrire l’altro nella relazione, sviluppando empatia e offrendo la propria saggezza emozionale senza essere manipolativa. E questo Marte è congiunto esattamente all’Ascendente di Harry!

Come sempre, il tema natale è ridondante, e così troviamo anche Lilith nel segno dello Scorpione, dove indica che la paura più grande è quella della perdita. Con questa posizione della Luna Nera, l’individuo vede la vita come una battaglia da vincere e giudica gli incontri che fa sulla base di quello che può vincere o perdere. La proiezione di questa paura è il bisogno di salvare gli altri, di aiutare coloro che hanno bisogno di assistenza o possono essere perseguitati, che diventa un modo per salvare se stessi. La guarigione passa dalla presa di coscienza che niente è davvero perduto, perché in realtà la morte non esiste, ma esiste soltanto la trasformazione in un’altra forma. Per questo, è necessario imparare ad esercitare l’arte della gratitudine e della resa: a quel punto scompare completamente l’attaccamento alle cose materiali e sopravvive soltanto l’amore.

A quale punto dei rispettivi percorsi siano giunti ora i due novelli sposi, non possiamo saperlo, poiché il livello evolutivo può essere individuato solo conoscendo il soggetto e parlando con lui, ma possiamo provare a comprendere qual è il senso del loro incontro, che sicuramente è funzionale alla realizzazione dei loro personali obiettivi evolutivi.

Qual è l’intento evolutivo della coppia? Qual è la ragione per cui si sono incontrati e innamorati? Cosa devono imparare di se stessi attraverso la loro relazione? 

Queste, secondo me, sono le uniche domande da porsi quando si analizza una coppia. Che ci sia attrazione fisica, o grande intesa a qualche livello, è abbastanza ovvio, altrimenti non si realizzerebbero sul piano materiale le condizioni affinché i due si attraggano e si frequentino. Quello che è veramente importante comprendere è la destinazione del viaggio che devono percorrere insieme, indipendentemente dalla durata. Dal punto di vista evolutivo, ci sono diversi tipi di relazione, e ciascuno di essi è legato al vissuto condiviso dalle anime in altre vite, e alle lezioni che le anime hanno deciso di apprendere qui e ora. Non sempre è l’amore a tenere insieme le persone, ma anzi più spesso è l’incapacità di affrontare la vita in autonomia, e il bisogno e la dipendenza reciproca si rivelano in molti casi il collante più efficace. Per questo motivo, è sempre necessario conoscere lo stadio evolutivo del singolo individuo.

Se la sinastria ci mostra le dinamiche evolutive individuali sollecitate dall’incontro, il tema combinato (o dei midpoints, i punti medi dei pianeti e degli angoli) ci indica le dinamiche che sono esistite, e ancora esistono, tra le due persone in quanto coppia.

 

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Nel tema combinato, che si riferisce alla coppia come a una nuova entità, possiamo vedere la fase evolutiva che la coppia sta attraversando e la lezione che deve essere imparata attraverso la relazione, anche in considerazione di precedenti incontri e delle esperienze vissute insieme in altre vite.

La relazione tra Marte e Venere nel tema combinato rappresenta la modalità archetipica con la quale la coppia vive concretamente la relazione, che è a sua volta correlata con il modo in cui è stato vissuto l’incontro in altre vite. 

Dal punto di vista dell’astrologia evolutiva, la fase Marte/Venere nel tema combinato di Harry e Meghan è l’inizio di un nuovo ciclo: la coppia deve ora sperimentare un tipo di relazione completamente nuova, all’interno della quale entrambi i soggetti devono incoraggiare l’altro a esplorare nuovi modi di pensare, agire ed essere, in modo da arricchire la relazione stessa, resistendo alla tentazione di ricadere in modelli già noti, e di definire la relazione secondo gli standard culturali. Una bella sfida per entrambi, funzionale non solo all’evoluzione delle loro anime, ma anche alla trasformazione epocale in atto che ci sta traghettando verso un nuovo paradigma. E non potrebbe essere che così, dal momento che siamo tutti connessi, distinti ma non separati, e che la Royal Family è uno dei sistemi più rigidi all’interno della Matrix, un simbolo fortissimo, indicatore del cambiamento a cui assisteremo sempre più nei prossimi anni. 

L’intento evolutivo di una coppia e i rispettivi desideri dei singoli individui che la costituiscono, hanno origine nelle vite precedenti. Il segno e la casa in cui si trova Plutone nel tema combinato ci parlano proprio delle memorie inconsce che hanno generato le condizioni dell’incontro nel qui e ora, mentre la fase Plutone/Marte ci dice come la coppia porterà sul piano materiale gli intenti evolutivi della vita attuale e potrà mettere in atto la transizione dal passato al futuro.

Nel tema combinato di Meghan&Harry, Plutone è in Bilancia in VII casa!  L’intento evolutivo è quello della parità e dell’intercambiabilità dei ruoli all’interno della coppia, l’equilibrio tra il dare e l’avere, tra il chiedere e il ricevere. Si tratta di un tema particolarmente attuale e importante. Il loro compito sarà quello di imparare a uscire dalla co-dipendenza per muoversi verso l’assoluta parità e interdipendenza, conservando la propria identità e coltivando passioni e interessi al di fuori della coppia. Paradossalmente, più saranno liberi l’uno dall’altro per compiere il proprio personale percorso di crescita spirituale, e più desidereranno rimanere all’interno della relazione, e la alimenteranno sempre più. La realizzazione di questo obiettivo dipende, come abbiamo detto, dal livello evolutivo dei singoli individui. Al livello più elevato, la coppia può diventare un esempio prezioso e una guida, mostrando agli altri (e in questo caso, al mondo intero!) che cosa si intende per vero matrimonio spirituale!

La fase Plutone/Marte si avvia verso la fine di un ciclo e indica che da molte vite Harry e Meghan stanno lavorando su questa tematica, e hanno ora la possibilità di lasciare andare gli schemi del passato e compiere un vero e proprio salto quantico!

A Harry e Meghan auguro tutta la felicità possibile, e a tutti noi auguro un incontro così magico! E non mi riferisco alla suggestione della cerimonia con carrozza, cavalli e strascico da sogno. Mi riferisco alla luce negli occhi, quella che arriva come una forza misteriosa e indomabile che vuole condurci a scoprire la nostra vera essenza. Solo se riusciamo a non farci ingannare dalle parole di altri, dalle convenzioni, dagli schemi, dalle credenze, dall’aridità delle abitudini mentali, possiamo farci portare dall’Amore fuori dal branco per partorire finalmente noi stessi!

Roberta Turci

 

Bibliografia essenziale

Hall J., Karmic connections

Green J., Pluto: The Evolutionary Journey of the Soul, Vol. 1 and 2.

 Sullivan, E., The Astrology of Family Dynamics

 

 

 
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Relazioni karmiche e anime gemelle

4051140_f520Spesso le persone chiedono all’astrologo di analizzare la loro carta natale e quella della persona di cui sono innamorate per sapere qual è il destino del loro incontro. In assoluto, non è ovviamente possibile dare una risposta, perché, come sappiamo, ogni anima sceglie il proprio percorso prima di incarnarsi, ma d’altra parte ogni individuo possiede il libero arbitrio, e quindi, ciò che accade tra due persone non è prevedibile. Tuttavia, chi conosce la legge del karma sa che nessun incontro è casuale e che le relazioni sono uno degli ambiti in cui il karma si manifesta con maggiore potenza.

Quando si avverte un forte legame con qualcuno, soprattutto se c’è sofferenza o ci sono difficoltà oggettive che impediscono alla relazione di decollare e crescere, si cercano inevitabilmente delle risposte, e l’astrologia karmica è senz’altro uno strumento efficace per comprendere le dinamiche che caratterizzano un rapporto, e la lezione che i soggetti coinvolti sono chiamati ad apprendere attraverso di esso.

Comunemente, viene definito karmico un incontro tormentato che provoca sofferenza ad almeno uno dei due elementi della coppia, e comunque destinato a finire entro un tempo relativamente breve. Personalmente, dopo aver molto letto sull’argomento (anche se tanto mi rimane da imparare!) e aver osservato e analizzato le dinamiche relazionali, sia per esperienza diretta sia indirettamente, sono sempre più convinta che tutte le relazioni, incluse quelle con l’anima gemella, sono karmiche, essendo l’espressione di una connessione tra anime. Ogni volta che iniziamo una relazione, stiamo mettendo in atto un contratto che abbiamo stipulato in passato tra anime per imparare una certa lezione. L’incontro con un’anima compagna o anima gemella (esistono definizioni differenti, ma nella sostanza il concetto non cambia) rappresenta una relazione karmica che è stata risolta: l’amore ha prevalso sulla rabbia e sulla paura. Questo non significa che non ci sia ancora qualcosa su cui lavorare, anzi: noi sappiamo, pur a livello inconscio, che proprio quella persona ci aiuterà a tirare fuori la parte migliore di noi, e che potremo mostrarci vulnerabili e deboli davanti a lei senza perdere il suo amore e il suo rispetto. Allo stesso modo, noi saremo di conforto e di sostegno all’altro in ogni situazione, e non lo giudicheremo, nemmeno se commetterà errori o atti discutibili.

Le anime che incontriamo sono più o meno sempre le stesse in ogni incarnazione: con alcune, abbiamo contratto debiti, con altre siamo in credito. E da come ci siamo relazionati nelle vite passate, dipende il tipo di legame e di esperienza che stiamo facendo in questa vita. In realtà, di teorie al riguardo ce ne sono diverse, e non è ovviamente possibile avere certezze assolute.

Quasi tutti abbiamo vissuto esperienze particolarmente significative che ci hanno coinvolto nel profondo, costringendoci in qualche modo a mettere in discussione noi stessi e la vita che abbiamo vissuto fino al momento dell’incontro. Questo vale per lo più per l’innamoramento e i rapporti passionali, ma anche per le grandi amicizie e i familiari. Questi ultimi, ad esempio, sono sempre incontri karmici: scegliamo i genitori e i fratelli per avere la possibilità di affrontare problematiche lasciate in sospeso nelle vite passate, e con l’intento preciso di sciogliere nodi e procedere lungo il cammino dell’evoluzione spirituale. A volte ci vogliono decine di vite per riuscirci, e possiamo rincontrare le stesse anime più e più volte. Se si analizzano i temi astrali dei componenti di una famiglia, si noteranno spesso contatti forti tra i loro pianeti e i punti sensibili del cielo natale. Per esempio, accade frequentemente che la figlia abbia la luna congiunta (o nello stesso segno) con il sole del padre o della madre, così come non è raro che i figli nascano con il sole nello stesso segno dell’ascendente dei genitori. In alcuni casi, addirittura coincide l’asse dei nodi lunari. E molto altro ancora…

Tornando alle relazioni amorose, chi di noi non ha sognato di incontrare la fatidica “anima gemella”? Tutti vorremmo avere al nostro fianco una persona che amiamo e che ci ami incondizionatamente, con la quale tutto fluisca spontaneamente senza problemi, e con cui condividere la vita nel bene e nel male…ma quanti di fatto sono in coppia con la loro anima gemella? Pochi, molto pochi. Può accadere che le persone a un certo punto si stanchino di aspettare, e spinte da condizionamenti familiari, sociali e culturali, si arrendano, facciano una scelta razionale, si accontentino, pensando che per loro l’anima gemella non sia prevista. Oppure scambiano per amore qualcosa che non lo è, ma è piuttosto una forma di attaccamento o di bisogno. E così sopravvivono, restando incastrate, più o meno consciamente, in rapporti disfunzionali e infelici. Ecco, questo è il loro karma. Tra l’altro, non è scontato che in ogni vita avvenga l’incontro con l’anima gemella. Può accadere che essa non sia scesa sul piano materiale, e quindi è ancora più facile stringere legami con persone con le quali non c’è affatto affinità elettiva. In ogni caso, tutti i legami che stringiamo nel corso della vita sono la conseguenza di una scelta fatta prima di reincarnarci, e sono indispensabili per la nostra evoluzione.

Il problema è che è molto facile confondere la forza “karmica” che tiene incatenati a una persona, con l’amore.

A molti di noi è probabilmente accaduto di aver avvertito una forte sensazione di familiarità vedendo una persona per la prima volta, e di aver provato un’attrazione inspiegabile e incontrollabile pur non conoscendola: tutto è focalizzato nello sguardo, gli occhi non riescono a staccarsi, si cercano, si rincorrono. Qualunque sia la situazione oggettiva che fa da sfondo all’incontro, i due non riescono a sfuggire veramente a ciò che li lega.

Bisogna però distinguere le relazioni sane, basate su un sentimento reciproco fatto di affetto, sostegno, rispetto, stima e passione, da quelle nelle quali uno dei due domina, reprime e spegne l’altro. L’incontro con l’anima gemella può avvenire davvero solo quando si è veramente se stessi, quando la propria essenza è libera di esprimersi, senza subire condizionamenti di alcun tipo. Se in un rapporto, uno dei due impedisce all’altro di essere se stesso, lo vuole cambiare, lo piega con ricatti affettivi o materiali a una condizione che lo rende infelice, quello non è amore. L’amore vero è un’altra cosa, e in fondo lo sappiamo bene tutti. Il problema è che spesso, trascinati da una forza che non sappiamo dominare, vogliamo credere che una persona sia quella giusta, anche se ci fa soffrire. Ma se qualcuno, con il suo comportamento, ci fa del male, non può essere la nostra anima gemella: sarà piuttosto un legame karmico in senso stretto, cioè una questione lasciata in sospeso in un’altra vita, che ora dobbiamo affrontare. Liberarsi da quel legame disfunzionale e infelice, o farlo evolvere verso una relazione sana, sarà il nostro compito.

Una relazione karmica mette sempre a confronto con sentimenti ed emozioni che arrivano dal passato e di cui non si è consapevoli o che si vivono a un livello profondamente inconscio. Si riuscirà a comprendere la ragione di quell’incontro solo quando la tempesta sarà finita, quando il dolore sarà andato via. Continueremo a sentirci trattenuti da una ragnatela di pensieri, sensazioni e paure, finché non avremo imparato la lezione. Quando avremo compreso, la relazione finirà. Non c’è un tempo, e nemmeno un modo: semplicemente, finché non comprendiamo, quel cammino non finisce. E se forziamo gli eventi, cercando di staccarci da quella persona prima di aver imparato la lezione, presto o tardi ci ritroveremo in una situazione analoga, con la stessa persona o con un’altra, alle prese con sentimenti ancora più forti e incontrollabili. Di solito, quella determinata persona ha qualcosa da insegnarci su noi stessi. Il problema è nostro, e l’altro è solo uno strumento per portarlo alla luce della nostra coscienza. Spesso, entrambe le persone coinvolte nel legame karmico hanno bisogno di comprendere qualcosa di sé.

C’è chi sostiene che l’incontro tra anime gemelle possa avvenire solo quando entrambi sono pronti, liberi di viversi pienamente, senza riserve. Altri studiosi pensano invece che ci si può incontrare anche quando si è già impegnati in un altro legame, che sicuramente è di tipo karmico. L’anima gemella compare proprio perché è giunto il tempo di sciogliere il legame karmico e di procedere lungo il cammino dell’evoluzione. E non è nemmeno scontato che due anime gemelle, dopo essersi incontrate, stiano insieme per sempre: poiché esiste il libero arbitrio, può accadere che una delle due o entrambe non abbiano il coraggio di rompere legami preesistenti o di cambiare abitudini di vita, e stiano lontane. Il tempo e la distanza non riusciranno comunque a separarle davvero, e continueranno a cercarsi, anche quando si costringeranno a evitarsi per non farsi del male. Il destino può regalarci questo incontro, ma siamo comunque sempre noi a scegliere se imparare la lezione e accogliere il dono.

Su una cosa comunque non ci sono dubbi: l’anima gemella la riconosci perché, dopo averla incontrata, la tua vita non può più essere la stessa. Ma anche un incontro karmico ti sconvolge la vita. Come abbiamo visto, distinguerli è però molto semplice: se una persona ci fa stare bene, ci rende migliori, ci rispetta, ci stima, ci ama incondizionatamente, accende in noi tutte le luci, facendo vibrare anche il corpo in un modo che rimarrà unico per sempre, allora è la nostra metà, quella che ci fa sentire completi, al posto giusto. Se c’è mancanza di rispetto, di stima, se la passione latita, se ci si sente limitati nell’esprimere se stessi, non è la persona giusta. E se ci si ostina a tenere in piedi un legame così, si rinuncia a crescere, e si genera altro karma negativo, che prima o poi saremo chiamati a bilanciare.

Come può l’astrologia karmica aiutarci a capire il tipo di connessione che esiste tra due persone? Il confronto dei temi natali dice molto al riguardo, ma va sottolineato subito che non può in nessun caso rispondere alla domanda: “durerà per sempre?”, perché l’ultima parola spetta come sempre al libero arbitrio di entrambi i soggetti coinvolti.

La compatibilità tra due persone si vede analizzando gli aspetti tra i pianeti personali (aspetti Sole-Luna, aspetti con Venere, ecc), ma la connessione karmica è rappresentata dai contatti tra i pianeti personali (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte) dell’uno e i pianeti karmici, o esterni, dell’altro (Saturno, Plutone, Urano, Nettuno e Chirone). Giove ha un ruolo a sé e funge da moderatore delle influenze karmiche negative.

Uno dei primi pianeti da osservare è Saturno:  molto significativi sono gli aspetti (congiunzione, quadratura  e opposizione in particolare) tra Saturno e i pianeti personali, in quanto indicativi di un legame molto difficile da spezzare, anche se disfunzionale o infelice. La persona Saturno è la più debole nella relazione, e pur tuttavia si comporta in modo dominante, limitando in qualche modo l’altro e condizionando il destino della coppia. L’altro, dal canto suo, ha la possibilità (che si esprime in modo diverso a seconda del pianeta coinvolto nell’aspetto) di “spingere” il compagno verso una crescita interiore necessaria quanto inevitabile. Per questo, in una sinastria, i contatti con Saturno sono fondamentali e si presentano sempre quando la relazione è importante e duratura.

Anche gli aspetti tra Lilith e i pianeti personali dicono molto sul tipo di relazione nelle vite passate e sul percorso da affrontare insieme nel presente.

Un contatto tra il Nodo Lunare Sud e i pianeti personali dirà poi se le anime si sono già incontrate, e i pianeti coinvolti e il tipo di aspetto chiariranno meglio il legame preesistente e le problematiche lasciate in sospeso.

Significativi anche i contatti tra i pianeti esterni di una persona con i pianeti personali e gli angoli del cielo, in particolare l’asse Ascendente-Discendente, dell’altra. Ad esempio, una congiunzione Plutone-Marte indica legami ossessivi, patologici, derivanti da attaccamenti di origine karmica. Contatti tra Nettuno e Venere possono rappresentare invece un amore romantico e idealizzato .

Altri punti sensibili del tema natale sono la Parte di Matrimonio e il Vertex (e il suo opposto,  l’AntiVertex), punti fittizi che possono fornire, soprattutto nelle sinastrie, indicazioni utili sul significato di una relazione, e su come ognuno degli individui coinvolti può evolvere attraverso di essa.

Questi sono solo alcuni dei temi rilevanti da considerare nell’interpretazione karmica di una sinastria. Mi sono dilungata decisamente troppo, eppure mi sembra di non avere detto niente! Ma ritorneremo su questo argomento e approfondiremo nei prossimi articoli molte di queste tematiche. Quello che mi sembra importante sottolineare è che, comunque, ogni incontro avviene per offrirci uno specchio dove vedere riflesse le nostre dinamiche interiori disfunzionali e avere così l’opportunità di risolverle e superarle.

Seppure l’argomento di per sé è piuttosto complesso e controverso, a me personalmente aiuta molto comprendere che dietro la sofferenza e le difficoltà, c’è la spinta del destino, che l’anima ha scelto per farci diventare esseri migliori. Mi è sempre più chiaro che tutto ha un senso e che, pur nelle diversità di ogni tema natale o delle varie sinastrie possibili, lasciare andare la rabbia e il risentimento, e coltivare l’amore e il perdono, è la lezione suprema che l’Universo ci chiede sempre di imparare, e se si percorre questa strada, nonostante il dolore e la fatica, non si sbaglia mai. Non c’è quindi da sorprendersi che il cammino sia lungo e tortuoso, e servano tante e tante vite per arrivare alla mèta!

Roberta Turci