Che sia un amore karmico o l’anima gemella, l’Amore arriva sempre per trasformarci, di Roberta Turci

Una delle domande che gli astrologi si sentono rivolgere più spesso è: “lui/lei è la mia anima gemella?”, oppure “durerà per sempre?”, ma, è bene chiarirlo subito, l’astrologia non può fornire risposte a questo tipo di domande.

Alchimia delle relazioni_prima parte

La sofferenza che spesso proviamo all’interno delle relazioni e le difficoltà che dobbiamo affrontare, hanno la funzione di farci sfidare la rigidità della nostra personalità. Le relazioni sono dunque il principale strumento attraverso il quale possiamo crescere ed evolvere, per diventare quello che dobbiamo essere in accordo con la scelta della nostra anima.

Le anime tendono a viaggiare in gruppi, e sono connesse a livello energetico: una famiglia di anime è una rete intrecciata di connessioni spirituali che hanno viaggiato insieme attraverso quello che noi chiamiamo tempo. In origine, le anime sono indifferenziate: siamo tutti uno (e questa connessione, l’anima mundi, in astrologia è rappresentata da Nettuno e dalla XII casa della carta astrale).

Quando alcune anime del gruppo decidono di incarnarsi (il simbolo astrologico è Saturno, associato ai limiti, ai confini, e confine per eccellenza è il corpo umano!), si crea un’apparente separazione. In realtà, le anime incarnate possono essere distinte, ma non sono mai separate. Alcune anime, le più evolute, riescono anche a incarnarsi contemporaneamente in più corpi.

Quando due persone si incontrano, e le anime si riconoscono, scatta l’attrazione, che è l’espediente necessario sul piano materiale affinché quelle due persone rimangano “agganciate” in una relazione.

In ogni incarnazione, l’anima porta con sé delle ferite che vengono attivate nella realtà fisica attraverso il rapporto con la madre (Luna) e il padre (Sole), per poter essere poi riconosciute e sanate. I genitori sono quindi scelti dall’anima, in quanto rappresentazione degli archetipi femminile e maschile che devono essere integrati. Le situazioni che viviamo nell’infanzia rafforzano e reiterano gli schemi karmici, fissando le memorie animiche a livello della personalità. Da adulti, tendiamo poi ad attrarre relazioni che rispecchiano le aspettative sull’amore che ci portiamo – inconsciamente – da altre vite. Specchiandoci nell’altro, abbiamo così la possibilità di riconoscere le nostre ferite, e di guarirle. In sintesi, la destinazione del viaggio di ogni anima, di vita in vita, è il matrimonio mistico, o unione alchemica, tra maschile e femminile.

Ogni relazione, quindi, è potenzialmente un processo alchemico. Quando in alchimia si parla di trasformazione del Piombo in Oro, si intende l’arte di trasformare la materia in energia. La coppia è uno strumento di trasformazione interiore, ma tale trasformazione può avvenire solo attraverso un processo di profonda conoscenza, presa di coscienza e consapevolezza, quello che Jung chiamava individuazione.

L’Ego è il Piombo. Il Sé primordiale, di cui l’anima è un frammento frattale, è l’Oro.

Tuttavia, gli alchimisti sanno che solo chi ha l’Oro può fare l’Oro! E il Nucleo d’Oro si trova nel cuore, costituito da due parti distinte ma non separate: il Re e la Regina, il maschile e il femminile sacri, che devono essere in equilibrio affinché la trasmutazione possa avvenire.

Alla luce di queste considerazioni, si può ritenere che gli incontri con compagni karmici, anime compagne, anime gemelle o fiamme gemelle, corrispondano a diverse fasi del percorso evolutivo delle anime.

Dalla prospettiva animica, è del tutto irrilevante sapere che tipo di rapporto si sta vivendo, ma è un’esigenza tipica della mente umana definire e categorizzare ogni cosa, per crearsi dei punti di riferimento e darsi (apparenti) sicurezze.

Premesso che esistono diverse scuole di pensiero, e che per un tale argomento è praticamente impossibile disporre della Verità assoluta, proviamo comunque a fare un po’ di chiarezza tra le varie definizioni: soulmate, twinsoul e twinflame, sono termini talvolta usati come sinonimi e spesso confusi tra loro, a volte anche tradotti impropriamente.

Inoltre, in occidente il termine karma è stato ampiamente frainteso e abusato. Karman è una parola sanscrita che significa azione, e la legge del karma non ha a che fare col paradigma della causa-effetto, ma con il principio di azione e reazione. Dal punto di vista dell’anima, non esistono colpevoli né vittime, né conseguenze inevitabili di un passato immutabile, ma solo esperienze necessarie per l’evoluzione, ovvero opportunità di trasformare il karma agendo con un intento puro. Azioni compiute con l’obiettivo di trarne vantaggio a livello egoico, generano karma negativo. Il desiderio incondizionato di aiutare l’altro ha invece il potere di cambiare in positivo il corso degli eventi.

Secondo Jeffrey Green, padre dell’Astrologia Evolutiva, i Compagni Karmici di solito hanno avuto esperienze o relazioni in vite passate, che non sono ancora state concluse o risolte. Quello che accadrà tra loro in questa vita non è prevedibile, poiché dipende dal libero arbitrio e dal livello evolutivo di entrambi, che non può essere dedotto dalla carta natale. Tra loro, di solito si osservano dinamiche di possesso, dipendenza, gelosia, tradimento, e sono spesso presenti aspetti Plutone-Venere nella sinastria e nel tema combinato. Tra compagni karmici, può esserci anche karma positivo, generato da azioni e desideri puri.

Spesso, le persone si augurano che l’astrologo definisca karmica la loro relazione per sentirsi autorizzati a chiuderla, o a perpetrare determinati comportamenti, come se ci fosse una sorta di predeterminazione alla quale non è possibile sfuggire. La chiave, invece, è sempre nelle intenzioni che ci sono dietro alle azioni compiute: per trasformare il karma bisogna spezzare schemi e cambiare copioni, con intento puro e incondizionato. E ognuno di noi è il solo responsabile delle proprie azioni!

Le Anime Compagne (Soulmates, a volte chiamate anche Anime Gemelle) sono anime che hanno un intento comune, e che hanno agito indipendentemente l’una dall’altra per compiere un percorso di evoluzione personale e spirituale. Si tratta quindi di anime che si sono evolute dallo stato di compagni karmici, sono individui autosufficienti che condividono un ideale comune, si supportano a vicenda, e si amano incondizionatamente.

Secondo quanto canalizzato da Jeff Green, le Anime Gemelle sarebbero invece due anime create da Dio nello stesso momento, che si sono evolute nel tempo e nello spazio in modo simile.Hanno fatto esperienze analoghe, e hanno modalità quasi sovrapponibili, o esattamente speculari, di reagire agli eventi della vita. Hanno un tema natale quasi identico, e spesso sono nate lo stesso giorno (o quasi) e nello stesso luogo. Difficilmente, le relazioni di coppia tra anime gemelle durano a lungo, nonostante la prima fase di attrazione: a volte ci si ritrova con un’anima con cui si è stati molto bene in un’altra vita, e si ripete istintivamente lo stesso schema, ma prima o poi la relazione finisce perché nel qui e ora non è più funzionale alla crescita dei singoli individui. Molto spesso le anime gemelle si incarnano come gemelli omozigoti.

Infine, quando la stessa anima si manifesta contemporaneamente in uno o più corpi, si parla di Fiamme Gemelle. Esistono diverse teorie al riguardo, e in questo periodo storico, sempre più persone sembrano identificarsi con una fiamma che ha incontrato la sua metà, ma è condannata a inseguirla fino a che non avrà imparato a lasciarla andare. In genere, la polarità maschile fugge dalla polarità femminile, generando situazioni molto dolorose che hanno lo scopo di aprire un canale di comunicazione tra la personalità e l’anima attraverso ungioco di specchi. Lo scopo ultimo è l’accettazione incondizionata dell’altro, e quindi di sé stessi!

Di certo c’è che noi non ci innamoriamo di una persona. Ci innamoriamo di noi stessi attraverso quella persona: l’altro rappresenta la parte di noi che neghiamo e non vogliamo accettare.

Incontriamo l’anima di cui abbiamo bisogno in quel dato momento per imparare la lezione che abbiamo scelto di apprendere, e per evolvere.

Finora, la maggior parte delle relazioni si sono basate su modelli di dipendenza, co-dipendenza, e sado-masochismo (vittima-carnefice). Le persone proiettano sul partner le proprie aspettative, ricercano la sicurezza, il riconoscimento sociale, e quello che spesso viene chiamato amore è in realtà bisogno, desiderio, possesso, manipolazione, un sentimento condizionato dalla paura della solitudine. La Nuova Era ci vuole invece individui autosufficienti, capaci di soddisfare da sé i propri bisogni senza pretese né giochi di potere, e di amare incondizionatamente. Ecco perché in questo tempo le relazioni sono così complicate: il vecchio sistema deve progressivamente collassare per permettere al nuovo di affermarsi. Moltissimi rapporti finiscono, e molte persone sono spinte, da eventi spesso dolorosi, a imparare la lezione dell’autonomia e dell’indipendenza.

Quindi, la domanda da rivolgere all’astrologo dovrebbe essere: ”cosa devo imparare da questa relazione?”, ovvero: “qual è l’intento evolutivo dell’incontro?”.

L’astrologo ha quattro strumenti per rispondere:

– i due temi natali dei soggetti coinvolti nel rapporto,

– la sinastria (o tema comparato), che mostra le dinamiche passate e presenti tra le due persone, prese come individui distinti e separati,

– il tema combinato, che rappresenta l’entità relazione, e viene creato calcolando i punti medi (midpoints) tra i pianeti e le cuspidi delle case delle carte natali dei singoli individui.

Nei rispettivi temi natali, è importante osservare la posizione di Plutone (segno e casa), dei Nodi Lunari e dei loro governatori per conoscere il progetto dell’anima e comprendere le dinamiche di relazione che vengono messe in scena. Inoltre, segno e aspetti di Luna, Marte e Venere offrono preziose informazioni sullo schema attuato istintivamente e sull’intento evolutivo dell’individuo in ambito relazionale.

Particolarmente significativi sono gli aspetti di Venere con i pianeti esterni, o transpersonali, che rappresentano le aspettative che l’anima – e la personalità – hanno rispetto all’amore (per un approfondimento sui vari aspetti guarda il video Alchimia delle relazioni. Trovi il link alla fine dell’articolo).

Nella sinastria, sono molto significativi eventuali contatti tra Saturno, Nettuno, Plutone, Urano, Chirone di un soggetto, con i pianeti personali (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte) dell’altro, che forniscono indicazioni sulle dinamiche che i due attivano reciprocamente. Tali dinamiche hanno origine nella connessione esistita tra le anime prima della vita attuale. In particolare, pianeti in aspetto con i Nodi dell’altra persona o con i reggenti karmici (i governatori dei Nodi), aspetti tra i due assi Nodali, tra i governatori dei due Nodi Sud, e tra Plutone e i pianeti dell’altro, indicano che c’è stata una relazione, e la natura degli aspetti chiarisce che tipo di relazione c’è stata, quali difficoltà sono state superate e trasformate, e cosa è rimasto in sospeso.

Particolarmente importanti sono gli aspetti tra Saturno e i pianeti personali, in quanto indicativi di un legame molto difficile da spezzare, anche se disfunzionale o infelice. La persona Saturno si comporta in modo dominante, limitando in qualche modo l’altro e condizionando il destino della coppia. L’altro, dal canto suo, ha la possibilità (che si esprime in modo diverso a seconda del pianeta coinvolto nell’aspetto) di “spingere” il compagno verso una crescita interiore necessaria quanto inevitabile.

Anche gli aspetti che coinvolgono Lilith dicono molto sul tipo di relazione vissuta in passato e sul percorso da affrontare insieme nel presente, affinché l’anima superi la sua paura più grande.

Il tema combinato rappresenta invece la nuova entità che si forma dall’unione di due individui: la coppia. Come scrisse James Hillman, padre della psicologia archetipica e immaginale, “Dietro le coppie sta il fenomeno dell’unione stessa, la terza cosa”, e questa terza cosa è rappresentata proprio dal tema combinato. La posizione di Plutone (segno e soprattutto casa) in questa carta spiega l’intento evolutivo dell’incontro, anche quando questo non sfocia in una relazione ufficiale o in un vero e proprio rapporto di coppia, oppure si interrompe a causa di una separazione o della morte di uno dei due.

Sempre Hillman, nel Mito dell’analisi, ci fa riflettere sulla funzione evolutiva dell’amore impossibile e del triangolo amoroso, archetipo necessario al “fare anima”.

In un momento di passaggio epocale come quello che stiamo vivendo, in cui tutto è in trasformazione, anche l’astrologia non può più essere la stessa. Si fa sempre più forte l’esigenza di interpretare le carte astrali a livello dell’anima, e non della personalità, come conseguenza dell’innalzamento della frequenza del pianeta e del livello evolutivo della razza umana.

L’astrologia non può e non deve essere uno strumento per crearsi alibi o delegare ad altro, fuori da sé, le scelte da fare e le azioni da compiere. L’astrologia è un linguaggio simbolico usato dall’Universo per indicarci la direzione scelta dall’anima. A noi il compito di decodificarlo al meglio, affidandoci all’intuito e al cuore più che alla logica e all’intelletto.

Il paradigma che l’umanità sta imparando ad abbracciare, prevede un nuovo modo di vivere le relazioni e di intendere l’amore: nessun rapporto di coppia può ritenersi sano se gli individui coinvolti non compiono, ciascuno per sé, un percorso di individuazione e di crescita personale e spirituale.

L’intento dell’anima non è far durare una relazione per sempre, ma compiere, attraverso la relazione, il proprio percorso evolutivo!

La sofferenza non è mai inutile o ingiusta, non c’è nessuno a cui dare la colpa, e l’obiettivo non è conquistare qualcuno o festeggiare infiniti anniversari, ma l’incontro con la propria anima. A questo proposito, mi piace chiudere citando Massimo Gramellini, che nel suo meraviglioso libro “L’ultima riga delle favole”, scrive:

“Lei è la tua anima, mica un accidente.

Se non te ne innamori, non amerai mai niente.”

Roberta Turci

(Questo articolo è stato pubblicato sul numero di Astrella di Agosto 2019)

Se vuoi approfondire l’argomento, guarda il video “L’Alchimia delle Relazioni” sul mio canale YouTube:  Lo trovi qui:

Se desideri una consulenza personalizzata, scrivimi: roberta.turci@gmail.com

___________________________________________________________________________________________

Bibliografia essenziale

Green J., Pluto: The Evolutionary Journey of the Soul, Vol. 1 and 2

Hall J., Patterns of the past, Margaret Cahill Editor.

Hall J., Karmic connections, Wessex Astrologer Ltd

Hillman, J. Il mito dell’analisi

Relazioni karmiche e anime gemelle

4051140_f520Spesso le persone chiedono all’astrologo di analizzare la loro carta natale e quella della persona di cui sono innamorate per sapere qual è il destino del loro incontro. In assoluto, non è ovviamente possibile dare una risposta, perché, come sappiamo, ogni anima sceglie il proprio percorso prima di incarnarsi, ma d’altra parte ogni individuo possiede il libero arbitrio, e quindi, ciò che accade tra due persone non è prevedibile. Tuttavia, chi conosce la legge del karma sa che nessun incontro è casuale e che le relazioni sono uno degli ambiti in cui il karma si manifesta con maggiore potenza.

Quando si avverte un forte legame con qualcuno, soprattutto se c’è sofferenza o ci sono difficoltà oggettive che impediscono alla relazione di decollare e crescere, si cercano inevitabilmente delle risposte, e l’astrologia karmica è senz’altro uno strumento efficace per comprendere le dinamiche che caratterizzano un rapporto, e la lezione che i soggetti coinvolti sono chiamati ad apprendere attraverso di esso.

Comunemente, viene definito karmico un incontro tormentato che provoca sofferenza ad almeno uno dei due elementi della coppia, e comunque destinato a finire entro un tempo relativamente breve. Personalmente, dopo aver molto letto sull’argomento (anche se tanto mi rimane da imparare!) e aver osservato e analizzato le dinamiche relazionali, sia per esperienza diretta sia indirettamente, sono sempre più convinta che tutte le relazioni, incluse quelle con l’anima gemella, sono karmiche, essendo l’espressione di una connessione tra anime. Ogni volta che iniziamo una relazione, stiamo mettendo in atto un contratto che abbiamo stipulato in passato tra anime per imparare una certa lezione. L’incontro con un’anima compagna o anima gemella (esistono definizioni differenti, ma nella sostanza il concetto non cambia) rappresenta una relazione karmica che è stata risolta: l’amore ha prevalso sulla rabbia e sulla paura. Questo non significa che non ci sia ancora qualcosa su cui lavorare, anzi: noi sappiamo, pur a livello inconscio, che proprio quella persona ci aiuterà a tirare fuori la parte migliore di noi, e che potremo mostrarci vulnerabili e deboli davanti a lei senza perdere il suo amore e il suo rispetto. Allo stesso modo, noi saremo di conforto e di sostegno all’altro in ogni situazione, e non lo giudicheremo, nemmeno se commetterà errori o atti discutibili.

Le anime che incontriamo sono più o meno sempre le stesse in ogni incarnazione: con alcune, abbiamo contratto debiti, con altre siamo in credito. E da come ci siamo relazionati nelle vite passate, dipende il tipo di legame e di esperienza che stiamo facendo in questa vita. In realtà, di teorie al riguardo ce ne sono diverse, e non è ovviamente possibile avere certezze assolute.

Quasi tutti abbiamo vissuto esperienze particolarmente significative che ci hanno coinvolto nel profondo, costringendoci in qualche modo a mettere in discussione noi stessi e la vita che abbiamo vissuto fino al momento dell’incontro. Questo vale per lo più per l’innamoramento e i rapporti passionali, ma anche per le grandi amicizie e i familiari. Questi ultimi, ad esempio, sono sempre incontri karmici: scegliamo i genitori e i fratelli per avere la possibilità di affrontare problematiche lasciate in sospeso nelle vite passate, e con l’intento preciso di sciogliere nodi e procedere lungo il cammino dell’evoluzione spirituale. A volte ci vogliono decine di vite per riuscirci, e possiamo rincontrare le stesse anime più e più volte. Se si analizzano i temi astrali dei componenti di una famiglia, si noteranno spesso contatti forti tra i loro pianeti e i punti sensibili del cielo natale. Per esempio, accade frequentemente che la figlia abbia la luna congiunta (o nello stesso segno) con il sole del padre o della madre, così come non è raro che i figli nascano con il sole nello stesso segno dell’ascendente dei genitori. In alcuni casi, addirittura coincide l’asse dei nodi lunari. E molto altro ancora…

Tornando alle relazioni amorose, chi di noi non ha sognato di incontrare la fatidica “anima gemella”? Tutti vorremmo avere al nostro fianco una persona che amiamo e che ci ami incondizionatamente, con la quale tutto fluisca spontaneamente senza problemi, e con cui condividere la vita nel bene e nel male…ma quanti di fatto sono in coppia con la loro anima gemella? Pochi, molto pochi. Può accadere che le persone a un certo punto si stanchino di aspettare, e spinte da condizionamenti familiari, sociali e culturali, si arrendano, facciano una scelta razionale, si accontentino, pensando che per loro l’anima gemella non sia prevista. Oppure scambiano per amore qualcosa che non lo è, ma è piuttosto una forma di attaccamento o di bisogno. E così sopravvivono, restando incastrate, più o meno consciamente, in rapporti disfunzionali e infelici. Ecco, questo è il loro karma. Tra l’altro, non è scontato che in ogni vita avvenga l’incontro con l’anima gemella. Può accadere che essa non sia scesa sul piano materiale, e quindi è ancora più facile stringere legami con persone con le quali non c’è affatto affinità elettiva. In ogni caso, tutti i legami che stringiamo nel corso della vita sono la conseguenza di una scelta fatta prima di reincarnarci, e sono indispensabili per la nostra evoluzione.

Il problema è che è molto facile confondere la forza “karmica” che tiene incatenati a una persona, con l’amore.

A molti di noi è probabilmente accaduto di aver avvertito una forte sensazione di familiarità vedendo una persona per la prima volta, e di aver provato un’attrazione inspiegabile e incontrollabile pur non conoscendola: tutto è focalizzato nello sguardo, gli occhi non riescono a staccarsi, si cercano, si rincorrono. Qualunque sia la situazione oggettiva che fa da sfondo all’incontro, i due non riescono a sfuggire veramente a ciò che li lega.

Bisogna però distinguere le relazioni sane, basate su un sentimento reciproco fatto di affetto, sostegno, rispetto, stima e passione, da quelle nelle quali uno dei due domina, reprime e spegne l’altro. L’incontro con l’anima gemella può avvenire davvero solo quando si è veramente se stessi, quando la propria essenza è libera di esprimersi, senza subire condizionamenti di alcun tipo. Se in un rapporto, uno dei due impedisce all’altro di essere se stesso, lo vuole cambiare, lo piega con ricatti affettivi o materiali a una condizione che lo rende infelice, quello non è amore. L’amore vero è un’altra cosa, e in fondo lo sappiamo bene tutti. Il problema è che spesso, trascinati da una forza che non sappiamo dominare, vogliamo credere che una persona sia quella giusta, anche se ci fa soffrire. Ma se qualcuno, con il suo comportamento, ci fa del male, non può essere la nostra anima gemella: sarà piuttosto un legame karmico in senso stretto, cioè una questione lasciata in sospeso in un’altra vita, che ora dobbiamo affrontare. Liberarsi da quel legame disfunzionale e infelice, o farlo evolvere verso una relazione sana, sarà il nostro compito.

Una relazione karmica mette sempre a confronto con sentimenti ed emozioni che arrivano dal passato e di cui non si è consapevoli o che si vivono a un livello profondamente inconscio. Si riuscirà a comprendere la ragione di quell’incontro solo quando la tempesta sarà finita, quando il dolore sarà andato via. Continueremo a sentirci trattenuti da una ragnatela di pensieri, sensazioni e paure, finché non avremo imparato la lezione. Quando avremo compreso, la relazione finirà. Non c’è un tempo, e nemmeno un modo: semplicemente, finché non comprendiamo, quel cammino non finisce. E se forziamo gli eventi, cercando di staccarci da quella persona prima di aver imparato la lezione, presto o tardi ci ritroveremo in una situazione analoga, con la stessa persona o con un’altra, alle prese con sentimenti ancora più forti e incontrollabili. Di solito, quella determinata persona ha qualcosa da insegnarci su noi stessi. Il problema è nostro, e l’altro è solo uno strumento per portarlo alla luce della nostra coscienza. Spesso, entrambe le persone coinvolte nel legame karmico hanno bisogno di comprendere qualcosa di sé.

C’è chi sostiene che l’incontro tra anime gemelle possa avvenire solo quando entrambi sono pronti, liberi di viversi pienamente, senza riserve. Altri studiosi pensano invece che ci si può incontrare anche quando si è già impegnati in un altro legame, che sicuramente è di tipo karmico. L’anima gemella compare proprio perché è giunto il tempo di sciogliere il legame karmico e di procedere lungo il cammino dell’evoluzione. E non è nemmeno scontato che due anime gemelle, dopo essersi incontrate, stiano insieme per sempre: poiché esiste il libero arbitrio, può accadere che una delle due o entrambe non abbiano il coraggio di rompere legami preesistenti o di cambiare abitudini di vita, e stiano lontane. Il tempo e la distanza non riusciranno comunque a separarle davvero, e continueranno a cercarsi, anche quando si costringeranno a evitarsi per non farsi del male. Il destino può regalarci questo incontro, ma siamo comunque sempre noi a scegliere se imparare la lezione e accogliere il dono.

Su una cosa comunque non ci sono dubbi: l’anima gemella la riconosci perché, dopo averla incontrata, la tua vita non può più essere la stessa. Ma anche un incontro karmico ti sconvolge la vita. Come abbiamo visto, distinguerli è però molto semplice: se una persona ci fa stare bene, ci rende migliori, ci rispetta, ci stima, ci ama incondizionatamente, accende in noi tutte le luci, facendo vibrare anche il corpo in un modo che rimarrà unico per sempre, allora è la nostra metà, quella che ci fa sentire completi, al posto giusto. Se c’è mancanza di rispetto, di stima, se la passione latita, se ci si sente limitati nell’esprimere se stessi, non è la persona giusta. E se ci si ostina a tenere in piedi un legame così, si rinuncia a crescere, e si genera altro karma negativo, che prima o poi saremo chiamati a bilanciare.

Come può l’astrologia karmica aiutarci a capire il tipo di connessione che esiste tra due persone? Il confronto dei temi natali dice molto al riguardo, ma va sottolineato subito che non può in nessun caso rispondere alla domanda: “durerà per sempre?”, perché l’ultima parola spetta come sempre al libero arbitrio di entrambi i soggetti coinvolti.

La compatibilità tra due persone si vede analizzando gli aspetti tra i pianeti personali (aspetti Sole-Luna, aspetti con Venere, ecc), ma la connessione karmica è rappresentata dai contatti tra i pianeti personali (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte) dell’uno e i pianeti karmici, o esterni, dell’altro (Saturno, Plutone, Urano, Nettuno e Chirone). Giove ha un ruolo a sé e funge da moderatore delle influenze karmiche negative.

Uno dei primi pianeti da osservare è Saturno:  molto significativi sono gli aspetti (congiunzione, quadratura  e opposizione in particolare) tra Saturno e i pianeti personali, in quanto indicativi di un legame molto difficile da spezzare, anche se disfunzionale o infelice. La persona Saturno è la più debole nella relazione, e pur tuttavia si comporta in modo dominante, limitando in qualche modo l’altro e condizionando il destino della coppia. L’altro, dal canto suo, ha la possibilità (che si esprime in modo diverso a seconda del pianeta coinvolto nell’aspetto) di “spingere” il compagno verso una crescita interiore necessaria quanto inevitabile. Per questo, in una sinastria, i contatti con Saturno sono fondamentali e si presentano sempre quando la relazione è importante e duratura.

Anche gli aspetti tra Lilith e i pianeti personali dicono molto sul tipo di relazione nelle vite passate e sul percorso da affrontare insieme nel presente.

Un contatto tra il Nodo Lunare Sud e i pianeti personali dirà poi se le anime si sono già incontrate, e i pianeti coinvolti e il tipo di aspetto chiariranno meglio il legame preesistente e le problematiche lasciate in sospeso.

Significativi anche i contatti tra i pianeti esterni di una persona con i pianeti personali e gli angoli del cielo, in particolare l’asse Ascendente-Discendente, dell’altra. Ad esempio, una congiunzione Plutone-Marte indica legami ossessivi, patologici, derivanti da attaccamenti di origine karmica. Contatti tra Nettuno e Venere possono rappresentare invece un amore romantico e idealizzato .

Altri punti sensibili del tema natale sono la Parte di Matrimonio e il Vertex (e il suo opposto,  l’AntiVertex), punti fittizi che possono fornire, soprattutto nelle sinastrie, indicazioni utili sul significato di una relazione, e su come ognuno degli individui coinvolti può evolvere attraverso di essa.

Questi sono solo alcuni dei temi rilevanti da considerare nell’interpretazione karmica di una sinastria. Mi sono dilungata decisamente troppo, eppure mi sembra di non avere detto niente! Ma ritorneremo su questo argomento e approfondiremo nei prossimi articoli molte di queste tematiche. Quello che mi sembra importante sottolineare è che, comunque, ogni incontro avviene per offrirci uno specchio dove vedere riflesse le nostre dinamiche interiori disfunzionali e avere così l’opportunità di risolverle e superarle.

Seppure l’argomento di per sé è piuttosto complesso e controverso, a me personalmente aiuta molto comprendere che dietro la sofferenza e le difficoltà, c’è la spinta del destino, che l’anima ha scelto per farci diventare esseri migliori. Mi è sempre più chiaro che tutto ha un senso e che, pur nelle diversità di ogni tema natale o delle varie sinastrie possibili, lasciare andare la rabbia e il risentimento, e coltivare l’amore e il perdono, è la lezione suprema che l’Universo ci chiede sempre di imparare, e se si percorre questa strada, nonostante il dolore e la fatica, non si sbaglia mai. Non c’è quindi da sorprendersi che il cammino sia lungo e tortuoso, e servano tante e tante vite per arrivare alla mèta!

Roberta Turci