TORO: COSTELLAZIONE E MITO di MADDALENA

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Il Toro è una costellazione  facile da individuare nell’emisfero  boreale. La sua caratteristica più conosciuta  è la presenza delle Pleaiadi, il più luminoso ammasso di stelle dell’intera volta celeste che si trovano nella parte più occidentale della costellazione. Un altro gruppo di stelle molto noto e luminoso, quello delle Iadi, che si trovano dietro ad  Aldebaran,  una stella di colore arancione tra le più luminose e sicuramente la più visibile di tutta la costellazione,  che costituisce l’occhio del Toro.

Un oggetto particolarmente interessante nella costellazione del Toro è la cosiddetta nebulosa del Granchio, il resto di supernova più conosciuto. E’ ben nota perché fu il primo oggetto catalogato da Messier nel 1758. Testi storici cinesi registrano una tremenda esplosione il 4 luglio 1054,  quando la stella che stava esplodendo divenne visibile in pieno giorno, ed assunse una luminosità superiore a quella di Venere. La stella rimase visibile per circa due anni. Oggi i gas in espansione hanno raggiunto il diametro di ben sei anni-luce, e la stella che ha dato origine all’esplosione è ormai una stella di neutroni, vale a dire un corpo molto compatto (con una massa il doppio di quella del Sole concentrata in un diametro di appena dieci chilometri!) che emette lampi di luce e onde radio (per questo motivo, questo tipo di stelle è chiamato pulsar).

Quella del Toro è una costellazione antica e di grande importanza storica, perché il Sole all’equinozio di primavera si trovava nel Toro ai primordi della civiltà. Il punto vernale si trovava infatti nel Toro all’incirca dal 4.500 al 2.000 a.C. (ERA DEL TORO).

Prima della nascita dell’agricoltura, il Toro,  era visto come animale propiziatore della caccia, e in tale veste compare già nei dipinti delle grotte preistoriche di Lascaux e Altamira. Qualcuno ha visto già nei dipinti di queste grotte dei riferimenti alle stelle.

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Il significato mitologico del Toro è vastissimo, appare in tutte le culture dell’area mediterranea, come simbolo di fertilità e nutrimento,  ma anche  in civiltà lontane dall’Europa  come nellEpopea di Gilgamesh:  l’eroe che combatte con il toro. Nell’antico Egitto, in particolare ricordiamo il dio-toro Api, adorato a Menfi.

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Il geroglifo del Toro è formato dal simbolo del Sole sormontato da una mezzaluna  con le punte all’insù: è il connubio tra il principio femminile e quello maschile, come concetto di fertilità.

Tra i miti collegati a questa segno zodiacale c’è la figura del Minotauro, il mostro mezzo uomo e mezzo animale, figlio di un toro divino e di Pasifae regina di Creta.  Si racconta che Minosse, figlio di Zeus e di Europa,  per dimostrare il suo diritto alla successione al trono di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro, simbolo dell’apprezzamento degli dei verso di lui,  per  sacrificarlo in onore del dio. Poseidone gli invio un magnifico e possente Toro, ma Minosse non sacrificò l’animale al dio, poiché era molto bello. Poseidone, adirato, fece innamorare del toro Pasifae, la moglie di Minosse. Nonostante lei fosse una donna,  desiderò ardentemente accoppiarsi con il toro, e voleva a tutti i costi soddisfare il proprio desiderio.. Vi riuscì nascondendosi dentro una giovenca di legno costruita per lei dall’artista di corte Dedalo .Da questa unione nacque il Minotauro, mezzo uomo e mezzo toro. ll Minotauro aveva il corpo umanoide, ma aveva zoccoli, pelliccia bovina, coda e testa di toro. Era selvaggio e feroce, perché la sua mente era completamente dominata dall’istinto animale, avendo la testa, e quindi il cervello, di una bestia. Minosse incaricò dunque Dedalo di costruire un labirinto in cui nascondere il mostro.

La città di Atene, sottomessa allora a Creta, doveva inviare ogni nove anni sette fanciulli e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana. Tèseo,  si offrì di far parte dei giovani in olocausto.

Teseo pensa, col sostegno di Afrodite, di affrontare il mostro. A Creta Arianna,  figlia di Minosse e Pasifae, si innamora di Teseo, e lo aiuta nell’impresa. Ella gli offre il famoso gomitolo col quale l’eroe, snodando il filo, ritrova la strada per uscire dal labirinto dopo aver ucciso il Minotauro

Teseo libera Atene dal terribile pegno grazie all’amore di Afrodite e di Arianna.

Lo stesso Minosse, il re di Creta, era nato dall’unione di Zeus e la principessa fenicia Europa; come ci ricorda Ovidio nelle Metamorfosi, Europa era figlia di un pastore, e Zeus per conquistarla si trasformò in un toro bianco e mansueto, e ottenuta la fiducia della fanciulla, si fece da lei cavalcare e la portò a nuoto fino a Creta.

Nel Toro quindi si esprimono diversi simbologie tra cui sia l’istinto, la sessualità  sia il suo sacrificio, verso la sublimazione.

Ma il significato che più mi piace ricordare è quello della grande madre (terrificante o divorante, volendo) ma grande fonte di fertilità e pace.

Maddalena

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