SAGITTARIO: IL MITO

 

Il segno del Sagittario viene identificato in una delle costellazioni in cui transita il Sole nel suo percorso.  La leggenda lo vede come un arciere con la parte inferiore del corpo, di cavallo, incluse le quattro zampe, e la parte superiore di uomo,  mentre  tende un arco, puntato nella direzione del confinante Scorpione. Di fatto la caratteristica più evidente di questa costellazione è un gruppo di otto stelle disposte a formare un asterismo noto come ‘Teiera’: la si può infatti immaginare come una teiera sul fuoco, dal cui becco esce il vapore, rappresentato dalla via Lattea. La costellazione contiene al suo interno il centro galattico e la scia della Via Lattea è qui particolarmente luminosa.

La costellazione era già nota agli antichi Sumeri, il suo mito era associato al dio della guerra Ninutra, in seguito i Greci, stravolsero il mito originario ed Eratostene lo descrive come una creatura con due gambe e la coda di satiro. Viene quindi identificato come Crotus, figlio di Pan e di Eufeme, nutrice delle muse. A Crotus è attribuita l’invenzione dell’arte del tiro con l’arco.

Particolarmente significativi, secondo me, i miti dei centauri  Issione, Chirone che bene esprimono il dualismo psicologico presente in questo segno.

Issione, re dei Lapiti,  sposò Dia, figlia di Era e di Deioneo,  promettendo al suocero un ricco dono in cambio della mano della figlia. Ma quando questi si reca a prendere quanto promesso, Issione gli tende una tranello e lo fa cadere in un pozzo di fuoco. In seguito a questo delitto Issione viene colpito da follia, ma Giove si lascia commuovere, lo assolve, e lo chiama nell’Olimpo. Qui, l’inquieto e passionale Issione, si invaghisce di Era e vuole possederla. Giove, incredulo, gli fa vedere una nuvola con le sembianze della  Dea. Issione, in preda alla passione, si unisce (carnalmente) alla nuvola. Giove, irato, condanna Issione a vagare nel cielo legato ad una ruota infuocata: finirà poi agli Inferi. Dall’unione (di Issione con la nuvola) nasce una creatura teriomorfa, metà uomo e metà cavallo, chiamata Centauro.

Un altro centauro che contribuisce al mito  è Chirone, figlio di Saturno e di Fihra, vive sul monte Pelio, è saggio e sapiente ed alleva i figli degli dei e degli eroi. Egli fu incidentalmente ferito da Eracle con una freccia intrisa del sangue dell’Idra di Lerna, che gli procura la morte. Giove assume le sue spoglie mortali nel cielo divino e lo pone tra le stelle: da qui la costellazione del Sagittario.

Ma non è finita, anche la storia del centauro Nesso si collega a questa costellazione. Nesso mentre traghetta da una sponda all’altra del fiume Eveno Dejanira, le fa proposte audaci, così Eracle, suo sposo, dalla sponda, ingelosito, lo trafigge con una freccia. Prima di morire Nesso convince Dejanira a raccogliere il suo sangue, assicurandole che, se Eracle avesse indossato una tunica intrisa con quel sangue, non avrebbe più guardato altre donne. Dejanira, gelosa, cade nel tranello e fa indossare ad Eracle una camicia avvelenata col sangue di Nesso,  Eracle muore fra atroci tormenti, bruciato vivo. Dejanira si uccide.

 

Ciascuno di noi può rintracciare le strutture della propria personalità anche nei miti e nei simboli : nel nostro inconscio esistono delle eredità archetipiche che ci appartengono, sta a noi scovarle e  decodificarle.

 

Maddalena

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